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Boscoreale, spaccio al Piano Napoli: 6 minori a processo

25 luglio 2016
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blitz-al-piano-napoli-2di Marco Esposito

Boscoreale. Spaccio di droga h24, gestito dai giovani rampolli dei boss degli Aquino-Annunziata alle palazzine popolari del “Piano Napoli” di via Passanti Scafati: 6 ragazzini a processo per il supermarket di marijuana, cocaina e crack, messo su all’interno degli isolati 25 – 26 – 27 – 28 del rione ritenuto la roccaforte inespugnabile della famiglia Padovani.

SI’ AL PROCESSO. Il pm della Procura presso il Tribunale dei Minori di Napoli, Nicola Ciccarelli, ha ottenuto il giudizio immediato a carico dei 6 ragazzini (con età compresa tra i 16 ed i 17 anni), che con estrema disinvoltura si muovevano nei meandri delle “piazze” di spaccio delimitate da paletti in ferro e con efficaci ronde a orari stabiliti. A smantellare l’organizzazione – lo scorso 27 maggio – fu il blitz dei carabinieri del NOR di Torre Annunziata e della stazione di Boscoreale (diretti dal comandante Andrea Rapone): in manette finirono 28 maggiorenni e 6 under 18.

A processo – il prossimo 30 agosto – anche il “rampollo-principe”: G.P. (16) considerato vera e propria figura di spicco del gruppo dei minorenni. Lo scorso 3 giugno, il 16enne del Piano Napoli era finito in una comunità di recupero a Casal di Principe. Secondo l’accusa era lui, figlio di uno tra i maggiori boss del clan Aquino-Annunziata, l’indiscusso “capo-branco” dei ragazzini attivi giorno e notte alle palazzine della “Scampia del Vesuviano”. Stessa sorte per il minore L.G. (17), uscito dalla comunità ed ora soggetto soltanto a prescrizioni. I difensori degli imputati avranno 15 giorni di tempo per opporsi al giudizio immediato, scegliendo un rito alternativo.

LE INDAGINI. L’inchiesta, condotta dai militari in via Passanti Scafati dal settembre 2014 al febbraio del 2016, ha permesso di ricostruire 400 episodi di cessione. Decisivi gli appostamenti delle forze dell’ordine tra le vedette piazzate nelle strade buie del rione. La droga era nascosta in mezzo ai cespugli o all’interno di vetture abbandonate. Lo schema era semplice, il supermarket della droga in perfetto stile “Gomorra” era sempre aperto: 8 persone per turno, con lo scambio droga-soldi che avveniva una volta pagate tariffe standard: 10 euro per una dose di marijuana, 20 euro invece il prezzo di una dose di crack. Un pallino di “coca”, infine, costava 25 euro. Alcuni pusher, incastrati dal blitz del 27 maggio scorso, hanno già ammesso le loro colpe dinanzi al gip: «Abbiamo spacciato per fame».  

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