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Frattamaggiore e San Gennaro Vesuviano: carabinieri contro lo sfruttamento di lavoratori clandestini

25 aprile 2015
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SONY DSCIn alcuni opifici del napoletano si sfruttava manodopera clandestina o “a nero” e si costringevano i lavoratori a produrre abbigliamento in locali che non avevano i requisiti previsti dalle leggi a tutela della salute o per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. La titolare di un opificio, inoltre, si era “sbarazzata” di un ingente quantità di scarti di lavorazione consegnandola a un pregiudicato che stava provvedendo a “smaltirla”, a modo suo. I carabinieri di Frattamaggiore hanno effettuato servizi per contrastare lo sfruttamento di manodopera clandestina e verificare la corretta applicazione delle regole per la tutela della salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro insieme a personale del comando tutela del lavoro di Napoli. E’ stato denunciato in stato di libertà un 60enne di corso Europa, il titolare di una ditta operante nel settore dell’abbigliamento. L’uomo è ritenuto responsabile di varie violazioni in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro nonché dell’impiego di manodopera abusiva. Nel contesto operativo sono stati trovati 11 lavoratori, 1 dei quali non era stato regolarmente assunto. Al titolare dell’attività sono state comminate sanzioni per circa 9.000 euro.
Durante un servizio di controllo del territorio, sempre a Frattamaggiore, i militari dell’arma locale hanno denunciato un pregiudicato 41enne del luogo e una 54enne di Cardito, quest’ultima titolare di una ditta operante nel settore dell’abbigliamento. L’uomo è stato fermato per controlli mentre percorreva via Miseno alla guida di un motocarro. Sul mezzo stava trasportando circa 400 chilogrammi di scarti di produzione tessile senza alcuna delle previste autorizzazioni.
Con immediati accertamenti effettuati per risalire la filiera del rifiuto, è stato accertato che la donna aveva ceduto i rifiuti provenienti dalla sua azienda al 41enne, che avrebbe provveduto a “smaltirli”, verosimilmente sversandoli su qualche pubblica via. L’automezzo e gli scarti tessili sono stati sequestrati.
Anche i carabinieri di San Gennaro Vesuviano hanno effettuato servizi per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso in collaborazione con personale della direzione territoriale del lavoro di Napoli -Asl Napoli/3 sud- e della filiale Inps di Nola. Una 29enne del Bangladesh residente a San Gennaro Vesuviano è stata denunciata in stato di libertà.
La donna è titolare di un opificio tessile in via Napoli e viene ritenuta responsabile di avere occupato alle sue dipendenze 3 lavoratori stranieri irregolari e di aver utilizzato un locale avente destinazione d’uso diversa dall’effettivo utilizzo. E’ stato accertato che la temperatura della stanza adibita a stireria era eccessiva e che l’impianto elettrico non era a norma.
Nella circostanza sono state contestate varie violazioni ed è stato adottato provvedimento di sospensione dell’attività poiché sprovvista dei requisiti di salubrità e sicurezza. 

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