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Gallo (M5S): “Nessun coinvolgimento degli stakeholder nei progetti del Comune per la Buffer Zone”

25 marzo 2015
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Luigi-Gallo“I quattro progetti che il Comune di Torre del Greco presenterà nelle prossime ore per attrarre i fondi previsti dal Grande Progetto Pompei mancano di una visione strutturale della realtà turistica torrese. Non vedo il coinvolgimento dei veri stakeholder del territorio, né quello dei cittadini. Non è chiara, neppure, la metodologia, visto che nel Grande Progetto Pompei è previsto un tavolo tecnico a cui partecipano tutti i sindaci della cosiddetta Buffer Zone di Pompei, oltre che agli amministratori regionali, il sindaco della città metropolitana e il Ministero dei Beni Culturali. Gli unici interventi di successo possono essere quelli che guardano ad una strategia turistica complessiva e con percorsi turistici che attraversano diversi Comuni e che intercettino i visitatori diretti a Pompei e al Vesuvio. La città di Torre del Greco non può commettere errori: se non si interviene con una strategia unitaria si rischia unicamente di buttare all’aria un’occasione unica per la ripresa dell’economia locale e si rischia di spendere a vuoto importanti finanziamenti pubblici”. E’ questo il commento di Luigi Gallo, deputato del Movimento Cinque Stelle che interviene sul caso Buffer Zone, dopo l’annuncio della prossima presentazione dei quattro progetti per il rilancio del turismo torrese. Nelle scorse settimane, il Tavolo Tecnico Cultura del Movimento Cinque Stelle ha organizzato a Torre del Greco, Torre Annunziata e Pompei tre momenti d’incontro con gli stakeholder del territorio per coinvolgerli nella costruzione di piani per il potenziamento del turismo nella cosiddetta Buffer Zone.
Sul caso interviene anche Ludovico D’Elia, consigliere comunale M5S a Torre del Greco. “Un progetto di rilancio turistico – spiega – non può non tener conto del coinvolgimento dei cittadini: non basta il confronto tra il Comune ed un unico rappresentante dell’amplia platea di coloro che vorrebbero e potrebbero manifestare un interesse a divenire parte integrante del progetto. Un piano di rilancio che rispetti i flussi turistici in arrivo a Torre del Greco, poi, deve essere stilato sulla base di quanto si è fatto e di quanto si farà anche nelle città vicine”. 
Poi D’Elia punta il dito contro l’assessore di Torre del Greco Luigi Mele: “Sono stato io – dice – a segnalare, prima in commissione e poi con  un’interrogazione al Consiglio, l’esistenza del Grande Progetto Pompei, che ci riguarda come città che rientra nella Buffer Zone. Eppure, anche se in Assise l’assessore mi ringrazia per gli interventi, pubblicamente finisce per prendersi tutto il merito che spetterebbe a me e al Movimento Cinque Stelle”. 

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