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Pompei, “ombre” sul Comune. Dossier inviato alla Commissione antimafia

3 luglio 2016
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pompdi Redazione

Pompei. “Ombre” sull’Amministrazione di Pompei: dossier spedito alla Commissione antimafia del Senato, in Prefettura a Napoli ed all’Anac di Raffaele Cantone. E’ la mossa del consigliere comunale di opposizione Franco Gallo, candidato a sindaco per “Elaboriamo Pompei” alle ultime elezioni  2014.

“L’amministrazione comunale – sottolinea Gallo nel documento inviato anche a Roma – sin dal suo insediamento (era il giugno 2014, ndr) ha avuto sistematicamente una serie di condotte omissive, ma anche comportamenti che lasciano intravedere ‘il condizionamento della propria attività’  da parte di persone che rivestono il ruolo di consigliere comunale e/o appartenenti allo staff del sindaco”.

IL ‘FOCUS’. Cinque i punti che ‘scottano’: – Vincenzo Sica, divenuto “l’assessore scomodo” per aver denunciato – così Gallo nel dossier – “che tutta l’attività amministrativa era condizionata da una ‘regia occulta’, che determinava non solo le scelte del sindaco ma dell’intero apparato amministrativo.” – La scomparsa, a nemmeno un anno dall’insediamento, dell’Osservatorio per la Legalità guidato dall’ex Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Guido Marmo. Il magistrato andò via tuonando pubblicamente: “la mia nomina può aver disturbato chi aveva interesse a che nulla si modificasse”.

E poi: – la gestione definita “anomala” del Cimitero di Pompei; – i presunti abusi edilizi commessi dal sindaco Ferdinando  Uliano, dal suo vice Pietro Orsineri, dall’assessore Raffaele Marra e dai consiglieri Marika Sabini e Raimondo Sorrentino; – Il contratto d’appalto tra la “Publiparking srl” e il Comune di Pompei, più volte “modificato in corso di svolgimento”.

Ultimo tema scomodo, l’installazione delle tradizionali luminarie per il Natale. “Singolare – conclude Gallo –  la lettera a firma del presidente di un comitato cittadino per la legalità (probabilmente anonima), che in data 16 novembre 2015 già era certo che la ditta che avrebbe vinto l’appalto per l’installazione sarebbe stata la ‘Castellano sas di Aiello Vincenzo’. I punti sono ora all’attenzione dell’onorevole Rosy Bindi in Senato.

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