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Torre Annunziata, Gionta. I giudici: “Sconto di pena per Agostino Monaco ‘tittone”

12 novembre 2016
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Torre Annunziata. In carcere dal 2009 – a scontare due condanne definitive a 19 anni per lo spaccio gestito dal clan Gionta in via Bertone – in appello ottiene lo “sconto”. E nel 2017 Agostino Monaco, 30enne oplontino ex latitante, ritenuto elemento di spicco dell’organizzazione camorristica egemone a Torre Annunziata, potrebbe uscire di galera in affidamento ai servizi sociali.

Il fratello di Salvatore e Luigi, alias i due “tittone”, già condannati  in primo grado rispettivamente a 10 e 14 anni perchè “rifornivano di cocaina” il clan Falanga di Torre del Greco, ha ottenuto un forte “sconto” della pena: da 19 a 14 anni ed 8 mesi di reclusione. “Sconto” frutto dell’ordinanza emessa dai giudici della Corte d’Appello di Napoli, che hanno accolto l’istanza avanzata nell’interesse del più giovane dei “tittone” (costola egemone, ma alleata ai Gionta nel settore del traffico di droga in tutta la provincia di Napoli) dal suo avvocato, il penalista Ciro Ottobre.

Chiara la strategia difensiva, incentrata sulla richiesta del riconoscimento della “continuazione” tra i reati. Agostino Monaco, nel 2009, venne infatti condannato ad 8 anni di galera perchè “per conto del clan Gionta gestiva una piazza di spaccio a via Bertone”. Il 30enne fu incastrato dalle videocamere piazzate dai poliziotti lungo Corso Vittorio Emanuele. Gli occhi elettronici sorpresero 13 pusher attivi al Quadrilatero Carceri. Tra questi anche Monaco, ripreso in 23 occasioni intento a spacciare.

Nel 2013, poi, la seconda condanna. Ancora più pesante: 10 anni ed 8 mesi per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Una “batosta” giunta  al termine del maxi-processo “Alta Marea”, il blitz dei carabinieri che nel 2008 smantellò il clan Gionta con 88 arresti per associazione di stampo mafioso, omicidio e traffico di droga. La retata portò al sequestro da 80 milioni di euro di 63 appartamenti, 8 terreni, 65 auto, 68 moto, 6 autocarri ed 11 società operanti nel settore delle costruzioni, dell’abbigliamento sportivo e del commercio di prodotti ittici.

Agostino Monaco, nel 2008, sfuggì al blitz e divenne latitante.  La sua fuga terminò il 6 febbraio del 2009. Il più piccolo dei “tittone”, già destinatario di due ordinanza di custodia in carcere, fu arrestato all’interno della sua nuova abitazione di Terzigno. Monaco, all’epoca 23enne, si era allontanato da Torre Annunziata anche grazie ai legami vantati con la criminalità organizzata dei paesi vesuviani.

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