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Torre del Greco. Incubo ruspe, marcia su Roma il prossimo 25 febbraio

5 febbraio 2015
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Coinvolgere tutti i Comuni interessati dalla problematica degli abbattimenti per valutare la possibilità di predisporre un atto deliberativo condiviso, che permetta di acquisire al patrimonio di ogni singolo ente gli immobili da demolire per destinarli, ove possibile, a case popolari. E ancora: una marcia su Roma bipartisan dei sindaci della zona rossa per chiedere un incontro al premier Matteo Renzi e alla presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, al fine di conoscere lo stato dell’arte del disegno di legge promosso dal senatore Ciro Falanga e già licenziato in prima lettura dal Senato, da tempo però fermo all’attenzione dell’organismo consiliare della Camera dei deputati. Sono gli impegni assunti nel corso di un lungo incontro con un’ampia delegazione di proprietari di abitazioni a rischio abbattimento, dal sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello al termine della manifestazione all’esterno di palazzo Baronale organizzata dal “coordinamento dei comitati e associazioni unite in difesa del diritto alla casa”.  “Non è un caso – afferma Ciro Borriello – che gli organizzatori abbiano voluto manifestare a Torre del Greco, nonostante fossero rappresentanti i comitati di diverse realtà della provincia di Napoli. Abbiamo ascoltato le idee e le proposte degli organizzatori della manifestazione, ai quali abbiamo espresso la nostra volontà di attivarci al fine di trovare una possibile soluzione al loro dramma”. “Ci siamo da subito mossi – fa sapere ancora il sindaco – per contattare gli altri sindaci e organizzare assieme una iniziativa, che non abbia colori politici, per il prossimo 25 febbraio, quando ci recheremo a Roma per provare a sensibilizzare il Governo e in particolare il premier. Partendo dal tentativo di sbloccare l’iter del ddl Falanga, che prevede una calendarizzazione degli abbattimenti ponendo a ‘fondo scala’ le strutture destinate a prima casa e atte ad ospitare attività lavorativeAbbattimentiPer questo chiederemo di essere ricevuti dalla presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, organismo dove da tempo è fermo il disegno di legge già licenziato in prima lettura dal Senato. Allo stesso tempo, sulla scorta di quanto pare sia stato fatto da altre amministrazioni, abbiamo attivato i nostri canali per capire se è possibile acquisire al patrimonio comunale gli immobili da demolire e se, soprattutto, gli stessi possono poi essere riconvertiti a case popolari”. “Il problema sociale – conclude l’assessore all’Urbanistica Luigi Mele – è facilmente riscontrabile nei volti delle persone: si tratta di cittadini che non hanno altra possibilità di dimora, non avendo disponibilità economiche e sulle cui spalle, in molti casi, grava la presenza nel proprio nucleo familiare di disabili”.

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