foto-manifestazione deiule “Oggi in piazza, a Roma, accanto ai truffati delle banche, c’erano le vittime di uno dei peggiori crac della storia recente italiana, quello della società di navigazione di Torre del Greco Deiulemar. Se il governo si preoccupa minimamente di risarcire i risparmiatori traditi da quattro banche, non può non farsi carico della sorte di 13mila famiglie cui sono stati sottratti oltre 780 milioni di euro da un gruppo di pirati della finanza spericolata”. Lo denunciano i deputati M5S che con Luigi Gallo hanno presentato una nuova interrogazione “su alcuni aspetti inquietanti della vicenda”.
“Chiediamo conto al governo dei collegamenti tra la Deiulemar e i suoi soci di fatto con il Fondo immobili pubblici finalizzato alla dismissione di asset statali e promosso dal governo ai tempi di Tremonti – aggiunge Gallo – Si tratta di beni acquistati dalle società degli imprenditori condannati per il crac e collocati un po’ in tutta Italia. Ma soprattutto si tratta di immobili occupati da enti e istituzioni come l’Agenzia delle entrate o delle dogane, la Gdf o la Motorizzazione civile”.
“A nostro avviso questo legame configura un conflitto di interessi che potrebbe aver generato una qualche debolezza o inefficacia dell’azione di controllo e di vigilanza sui protagonisti della truffa da parte di molti enti preposti. Chiediamo che il governo faccia chiarezza – chiude Gallo – e che dia una risposta ai cittadini vittime dei pirati della Deiulemar”.