CRO CARABINIERI CONTROLLI AL VOMERO P/a medaglie d'oro I SUD FOTO

CRO CARABINIERI CONTROLLI AL VOMERO P/a medaglie d'oro I SUD FOTO

Fu scambiato per un affiliato al clan solo perchè aveva il suo stesso modello di automobile. Fu per questo che il 13 novembre 2009 fu colpito da una decina di proiettili, ad Ercolano. Per quell’omicidio sono stati arrestati mandanti ed esecutori e si è accertato che Salvatore Barbaro, la vittima, in quella storia di lotta tra clan non c’entrava assolutamente nulla. Ucciso per errore, dunque. Quattro le persone arrestate, oggi, dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco: tutte ritenute esponenti del clan camorristico Ascione-Papale. Un agguato, quello che fu messo a segno nei pressi degli scavi di Ercolano, che rientrava nella faida con il clan rivale Birra-Iacomino. Le indagini hanno accertato che l’unica ‘colpa’ di Barbaro era quella di avere la stessa auto di un affiliato al clan rivale.

Gli avevano promesso 3000 euro ma ne ebbe solo 800 perché aveva ucciso la persona sbagliata: è quanto emerge dalle indagini dei carabinieri di Torre del Greco sull’omicidio di Salvatore Barbaro, vittima innocente della camorra, assassinato 7 anni fa per mano di Vincenzo Spagnuolo, nei pressi di un ingresso degli scavi di Ercolano. Barbaro venne ferito a morte a colpi di pistola perché viaggiava a bordo di una vettura uguale a quella del vero obiettivo, il boss Ciro Savino, del clan Birra Iacomino. Il mandante decise di pagare ugualmente il sicario, che agì con un complice in sella a uno scooter: venne ritenuto colpevole dell’errore lo “specchiettista”, colui a cui era stato affidato il compito di indicare l’obiettivo, sulle cui sorti i pentiti sono stati vaghi. Dalle intercettazioni emerse che la sera dell’omicidio la fidanzata del mandante chiese al suo uomo, Natale Dantese, se avessero festeggiato: lui seccato, risposte che era meglio lasciare cadere l’argomento.