A quattro mesi dall’attentato a corso Garibaldi, riapre la sala distrutta del Red Hot Tower Pub

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Lo scoppio. La paura. L’odore di bruciato che per giorni ha invaso quelle sale. A quattro mesi di distanza dall’attentato che distrusse in parte il Red Hot Tower Pub riapre la sala red. 

Lo scorso 8 marzo il raid al locale di corso Garibaldi. Il titolare – Carlo Esposito – postò la foto delle fiamme che avvolgevano il suo pub accompagnata da parole forti: “Non ci avete fatto niente. Nonostante tutto siamo ancora qui”. E la sera stessa dell’attentato il pub riaprì le porte accogliendo cittadini, rappresentanti delle associazioni, politici arrivati a portare solidarietà dopo il vile attacco. I danni furono considerevoli ma da subito i titolari si sono messi all’opera per ripulire e fare in modo da riaprire l’attività già nelle ore immediatamente successive allo scoppio, su cui sono tutt’ora in corso le indagini della polizia.

Porte di ingresso bruciate, sedie e tavoli anneriti. Immagini difficili da dimenticare. Il Red Hot Tower Pub è stata una delle prima attività sorte dopo il restyling di corso Garibaldi. Una delle attività che sta ridando vita alla zona portuale, un tempo abbandonata a se stessa e il cui rilancio è legato soprattutto agli sforzi e agli investimenti dell’imprenditoria privata. “Sono passati 4 mesi, ma nonostante tutto, ci siamo riusciti!”, ha scritto l’imprenditore Carlo Esposito annunciando la riapertura della “sala red” per la serata di giovedì 4 luglio.