“Dalle prime informazioni che emergono sui media riguardanti il nuovo filone d’inchiesta Olimpo, emergono fortissimi interessi sulla riconversione più importante degli ultimi cinquant’anni a Castellammare. Un iter che ha coinvolto diverse amministrazioni e commissari dal 2013 al 2016, un “affare” bipartisan”, inizia così il lungo commento del sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino sui recentissimi risvolti dell’inchiesta Olimpo della procura di Torre Annunziata.

17 i nomi finiti nel fascicolo della procura oplontina sulle presunte irregolarità nel progetto di lottizzazione dell’ex Cirio nella cittadina stabiese. Tra questi anche Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo, oggi parlamentari nonché il consigliere regionale del Pd Mario Casillo.

“Da troppi anni a Castellammare di Stabia sul tema urbanistico è mancata una discussione seria: un vuoto colmato da interpretazioni normative alquanto discrezionali che di fatto potevano o meno privilegiare qualcuno. L’assenza di un quadro normativo certo ha lasciato spazi ad interpretazioni “di comodo” non solo sotto il profilo urbanistico ma anche politico; non sarebbero stati sufficienti semplici atti, sebbene di consiglio comunale, per variare la normativa urbanistica allora e tuttora vigente”, ha continuato il sindaco Cimmino, “intervenire su rilevanti mutamenti di assetti territoriali in ambito urbano avrebbe dovuto comportare una più attenta preliminare valutazione sulle procedure tecnico-amministrative da apportare per l’esame delle istanze pervenute ai sensi della legge regionale 19/2001 e successive modifiche e integrazioni nota come Piano Casa. Gli atti di natura urbanistica che questa amministrazione si sta accingendo a porre in essere mirano a dissolvere ogni qualsiasi dubbio interpretativo di norme e procedure che avrebbero generato le presunte illecite attività che ipotizzano i magistrati oggi. Adesso la città sta ripartendo, tecnicamente e politicamente, con un’azione trasparente che mette in crisi vecchi sistemi e vecchie lobby che hanno affossato Castellammare per troppo tempo. Come amministrazione comunale non possiamo che essere soddisfatti dell’operazione pulizia da mesi, ormai, in atto a Castellammare, che sta gettando luce là dove fino a poco tempo fa c’erano solo ombre e sospetti. La presunta imprenditoria malsana cui hanno fatto riferimento più volte esponenti politici è figlia della loro stessa malagestio, inerzia, incapacità. Non bisogna mai abbassare la guardia sugli investimenti importanti sul nostro territorio. Noi la guardia l’abbiamo alzata dal primo istante in cui abbiamo messo piede a Palazzo Farnese. Abbiamo prodotto esposti alle Procure di Torre Annunziata e Napoli su lavori pubblici, affidamenti, revocato appalti, condotto indagini interne su servizi di pulizia, immobili comunali, chiosco, Centro Commerciale Naturale, cimiteri. Abbiamo agito su rifiuti, sosta selvaggia, abusivismo, supportato le forze dell’ordine sempre e comunque. C’è ancora tanto da fare e non ci tiriamo indietro. Invitiamo tutti a rileggere, alla luce dei fatti di oggi, la storia politica di Castellammare degli ultimi due anni; la storia di quel 2016; la storia della campagna elettorale di quel 2016 e le mie denunce; la storia delle 48 ore precedenti alla candidatura ufficiale di chi poi avrebbe vinto quelle elezioni amministrative. Ci abbiamo messo altri due anni: ora è il momento di fare pulizia e di continuare a lavorare. Non ci fermeremo mai”.