Attentato al pub, il sindaco: “Un tavolo con le associazioni per non spegnere i riflettori”

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Racket o sfregio. Le indagini sull’attentato al Red Hot Tower Pub di corso Garibaldi vanno avanti. Così come va avanti l’attività del locale di Torre del Greco riaperto già nelle ore immediatamente successive al vile attacco.

Una bomba e poi l’incendio. Le telecamere che hanno ripreso la sequenza del raid ma le immagini non avrebbero una qualità tale da restituire alla polizia dettagli determinanti come ad esempio la targa dell’auto utilizzata dall’attentatore.

Chiesa, antiracket, associazioni, politica. Tutti si sono stretti ai proprietari del Red Hot, uno dei locali simboli della rinascita della zona mare della città del corallo.
Dopo il clamore e l’indignazione del momento, però, non bisogna abbassare la guardia
“La prima cosa che farò è convocare un tavolo con le associazioni per fare in modo che i riflettori non si spengano”, le parole del primo cittadino.

E già dall’antiracket è arrivata la richiesta dell’approvazione di un piano sicurezza con l’attivazione di telecamere, subito dopo l’attentato.
Don Daniele, Don Giosuè, Don Nico hanno portato la vicinanza della chiesa e dei giovani.

Anche la politica ha voluto far sentire la sua presenza. ieri sera i Giovani Democratici (nella foto) hanno trascorso la serata al pub. Ilaria – la figlia di Carlo Esposito – è segretaria dei Gd Napoli.

gd