Camorra negli appalti, il sindaco Palomba chiede un incontro al prefetto: “Garantire la massima trasparenza”

470
  • bcp
  • Miramare
  • serigraph
  • Santa Maria la bruna
  • Faiella
  • tvcity promo
  • Lavela
  • un click per il sarno

“Non esiterò oltre a rivolgermi a S. E. il Prefetto di Napoli, Carmela Pagano, per richiedere ad horas un incontro istituzionale, e, per condividere ogni necessaria iniziativa che sia tesa a far luce su tutte le gare esperite – nonché – sull’assegnazione degli appalti pubblici”.

E’ netta e chiara la posizione del sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba, a seguito degli ultimi ed ulteriori episodi, alla ribalta delle cronache di stampa, che hanno fatto emergere ipotesi di reato in associazione, di turbativa d’asta, corruzione e concussione – in riferimento all’ aggiudicazione e all’ assegnazione di appalti di cui è committente l’Ente territoriale – registrati sia dalla locale Procura che dalla Direzione Investigativa Distrettuale Antimafia.

“Tale determinazione – prosegue il primo cittadino – è dipesa innanzitutto dall’ esigenza di continuare sulla rotta tracciata e segnata sin dai giorni della campagna elettorale, ovvero, di legalità e di trasparenza che vuole avere questa Amministrazione, poi, dalla necessità, non meno importante, di garantire l’intera comunità torrese che vi è un vigente ed efficiente controllo sull’ impiego del denaro pubblico. Pertanto, non indugerò a mettere in campo tutti gli strumenti possibili, in tutte le sedi più opportune, per assicurare che anche a Torre del Greco vi sia la massima trasparenza all’ interno della macchina amministrativa”.

Ieri anche il deputato Luigi Gallo è intervenuto sugli arresti: “Ancora fatti di camorra sporcano la città di Torre del Greco mentre tutti gli sforzi del M5S sono rivolti a far vincere bellezza e legalità. 7 sono gli arresti per concorso esterno in associazione mafiosa e concorso in estorsione, ed è un bilancio drammatico che condanna la storia politica della nostra città. Ecco il vero nemico, il vero mostro da sconfiggere. Lo abbiamo sempre detto anche quando non garantiva consenso”.

“Ecco perché non è minimamente concepibile l’idea di sospendere il codice degli appalti con il pallido alibi del rilancio per le imprese”, il commento del consigliere regionale M5S Vincenzo Viglione della commissione regionale anticamorra, “in un Paese che conta ancora tanti, troppi casi di corruzione e presenza mafiosa nel settore degli appalti pubblici semmai è opportuno lavorare su come migliorare l’attuazione delle norme presenti nei codici degli appalti e antimafia. Grazie sempre alla magistratura e alle forze dell’ordine per il lavoro e l’attenzione costante su questi fenomeni”.