Da quando l’ospedale di Boscotrecase è stato trasformato in Covid hospital, si sono registrati sei decessi su 41 pazienti positivi al coronavirus, undici dei quali attualmente ricoverati in terapia intensiva. È stata aperta un’inchiesta dopo le segnalazioni degli operatori sanitari e dei familiari delle vittime che lamentavano carenza di attrezzature e dpi per medici e infermieri.

A tal proposito, il segretario Anaao-Assomed per l’Asl Napoli 3 Sud, Vito Rago, ha rilasciato una dichiarazione all’agenzia Dire. “Creare un ospedale infettivologico dal nulla non è una cosa facile, da questo dipendono le ire e il malcontento anche degli operatori sanitari”, ha commentato. “C’era un solo infettivologo alla Napoli 3 Sud, paghiamo lo scotto di 20 anni in cui si è continuato a disinvestire nella sanità. Gli operatori sanitari si sono trovati a lavorare in un ospedale Covid improvvisamente, e all’inizio erano sprovvisti dei Dpi”.

Sulla questione interviene anche il direttore sanitario Gaetano D’Onofrio, che sottolinea come attualmente i ricoveri a Boscotrecase sono sospesi a causa della saturazione dei posti disponibili. “Ci sono 41 ricoverati, undici persone sono in guarigione clinica e presto potrebbero raggiungere un’altra struttura dove osservare la quarantena prima dell’esito negativo del tampone, successivamente potranno tornare a casa”, ha dichiarato all’agenzia Dire. “Sei i deceduti e undici le persone guarite. È uno scarto di uno a due se consideriamo il rapporto tra i decessi e le guarigioni, e’ un rapporto tre volte superiore rispetto al resto d’Italia”, aggiunge. “L’ultimo decesso registrato mercoledì – sottolinea D’Onofrio – è quello di un 80enne con pluripatologie”.

“Le altre persone decedute sono arrivate a Boscotrecase in situazioni già drammatiche – spiega il segretario Anaao-Assomed Rago – parliamo di un paziente oncologico e di due ultraottantenni. Un paziente e’ deceduto a 49 anni, era diabetico e obeso, ed è deceduta anche sua zia di 67 anni, entrambi di Torre del Greco”. L’Anaao-Assomed assicura che sono arrivati i kit relativi ai dispositivi di protezione per i sanitari, prima carenti secondo le denunce dei medici. “Sono ora sufficienti a coprire il fabbisogno fino a martedì prossimo. Chiaramente è una rincorsa, all’inizio i mascherine, guanti e camici non erano proprio presenti. Oggi per fortuna ogni operatore ha il suo kit”.

Ancora carenze per quanto riguarda le attrezzature. Attualmente sono disponibili 10 ventilatori, uno per ogni posto letto di terapia intensiva. “Se ne arriveranno altri? Non lo sappiamo. Avevamo ordinato dei farmaci dall’India, sono stati bloccati. Questa non è una guerra, è una pandemia, devi fare di tutto”.

Sono inoltre arrivati 500 kit per i test rapidi per gli operatori sanitari e i primi farmaci, anche quelli più innovativi, come la clorochina, farmaci per l’Hiv e anche il Tociizumab su cui è in corso la sperimentazione dell’Aifa. “A Boscotrecase – spiega Rago – si sta iniettando sottocute ai pazienti in sub intensiva. Siamo partiti con i primi quattro”. Il Tocilizumab era stato somministrato anche a due dei sei pazienti che sono deceduti. “Anche il numero del personale non è congruo – osserva Rago – , so che è una situazione complessa, ma i colleghi stanno lavorando al meglio con coraggio ed eroismo”.