Covid in Italia, pressing delle regioni per riaperture e coprifuoco – VIDEO

L’Italia diventa sempre piu’ gialla e nessuna regione dovrebbe essere rossa: la Valle d’Aosta dovrebbe, infatti, diventare arancione. Verso un cambio di colore anche per Calabria, Puglia e Basilicata che dovrebbero passare dall’arancione al giallo. Incerta ancora la situazione per la Sardegna. Le decisioni, sulla base dei dati della cabina di regia verranno prese dal ministro della Salute Roberto Speranza con le ordinanze delle prossime ore. Decisione agevolata dal miglioramento generale del rischio in Italia per l’epidemia di Covid. 

 

Intanto, continua il pressing delle regione sul nodo coprifuoco e riaperture. L’obiettivo, fermo restando che il 15 riapriranno sia le piscine all’aperto sia i centri commerciali nel fine settimana, è quello di anticipare al 17 maggio l’apertura delle palestre e dei ristoranti al chiuso, prevista invece dal decreto per il 1 giugno. Mossa per arginare le proteste delle categorie, che continuano a protestare in queste settimane.

 

Quanto al coprifuoco, difficile che il governo decida di eliminarlo totalmente e, dunque, si va verso il posticipo alle 23 o a mezzanotte, rinviando all’inizio di giugno ulteriori scelte.

 

Resta in ogni caso alta l’attenzione in vista dei weekend, possibili occasioni di assembramenti e situazioni di rischio. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha firmato ieri un’ordinanza che per il mese di maggio prevede la possibilità di chiusura al traffico pedonale e veicolare delle vie d’accesso alle spiagge cittadine, dal venerdì alla domenica, in caso di assembramenti. La misura ricalca quella già adottata in precedenti occasioni, come Pasqua e pasquetta.

 

Per quanto concerne i numeri, l’ultimo aggiornamento dell’Unità di Crisi Regionale ha attestato 1.503 nuovi casi, di cui 444 sintomatici. Il tasso di positività, che qui non tiene conto dei test antigenici, si attesta al 7,12%, in lievissima risalita rispetto al 6,62 di ieri. In calo le vittime, 22, mentre è alto il numero dei guariti, poco meno di 2.200. I posti occupati in terapia intensiva – si apprende dal bollettino giornaliero dell’Unità di crisi, aggiornato alla mezzanotte scorsa – sono sostanzialmente stabili a quota 123, con un calo di 26 unità per i posti in degenza.