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Luisa-Bossa

Il caso del tesseramento democrat ad Ercolano si chiude con l’annullamento di 150 tessere ma lascia dietro di sé una scia di polemiche. Quando lo scorso dicembre le iscrizioni superarono di gran lunga le aspettative, sul partito democratico si alzò un vero e proprio polverone. L’ombra della camorra con l’iscrizione al partito di personaggi ritenuti contigui ai clan della zona. “Abbiamo escluso le mele marce”, il commento del segretario provinciale Carpentieri, “e salvato la parte sana del partito dal rischio infiltrazioni”. Una vicenda andata avanti per mesi tra botta e risposta al vetriolo e terminata nella giornata di ieri con l’epurazione dei soggetti “non graditi” all’interno del partito. Ma c’era chi, come la deputata Luisa Bossa ex sindaco di Ercolano, chiedeva con forza l’annullamento del tesseramento. L’onorevole si è detta amareggiata dalla decisione. “Si dovrebbe cercare di capire chi ha raccolto le richieste di tesserarsi al pd di persone vicine ai clan di camorra”, ha tuonato puntando il dito contro il segretario Carpentieri da cui -ha detto- “si sarebbe aspettata più coraggio e determinazione”.  Resta ora aperta la questione delle primarie, con il primo cittadino uscente che sogna il bis.