carabErano diventati il terrore del porto. In particolare per i titolari degli stabilimenti di acquacoltura. Volevano riscuotere periodicamente il pizzo, anche con una percentuale di ricavato dei mitili coltivati che a sua volta immettevano sul mercato. Da qui la denuncia del titolare della cooperativa ‘Panone’ che ha un campo di mitili nello specchio acqueo antistante il porto di Torre del Greco. Continue minaccie, soldi chiesti come donazioni libere, furti di cozze alla luce del sole. Poi il titolare del campo mitili si è rifiutato di aderire alle richieste dicendo di averli denunciati. Immediato il raid punitivo messo in atto da S.L. 60 anni ed i figli S.F. 36 anni e S.F. 39 anni che hanno aspettato che il denunciante insieme al padre si recasse al porto per intraprendere l’attività lavorativa. Appena è arrivato l’hanno aggredito a calci e pugni, fino al punto di buttare in acqua il padre del pescatore che stava rischiando di annegare e solo grazie all’intervento di un altro pescatore che si trovava di passaggio è stato tratto in salvo, riportando solo lievi lesioni. L’immediato intervento di una pattuglia della stazione carabinieri capoluogo e Radio mobile di viale Campania, agli ordini del Comandante Vincenzo Amitrano e del Comandante di Compagnia Maggiore Michele De Rosa, ha messo fino alla storia con l’arresto di tutti e tre i soggetti che sono stati tradotti al carcere di Poggioreale, su disposizioni della Procura della Repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata, dovranno rispondere di estorsione, minaccia e lesioni.