Gaetano Frulio e Luisa Liguoro lasciano la maggioranza, in esclusiva le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale di Torre del Greco e la Consigliera Comunale subito dopo la consegna delle motivazioni a casa del Sindaco Giovanni Palomba.

Di seguito la lettera consegnata al Sindaco in forma integrale.
Con il cuore in mano,
Caro Giovanni,
in questi tre anni abbiamo avuto modo di approfondire una conoscenza che inizialmente era fatta solo di facili battute e sporadiche frequentazioni.

quindi confermato di essere una brava persona,
sempre disponibile e assolutamente onesta nel pensiero e nell’agire, la classica “persona perbene”.

Però questo franco e quotidiano confronto, che ha corroborato la nostra idea di avere a che fare con una persona dal carattere gioviale e dal tratto umano importante, purtroppo ha fatto emergere tutti i limiti di chi, seppur perbene come Te, ha mostrato limiti manageriali ed organizzativi necessari per poter governare una Città affascinante e problematica quale la nostra amata Torre del Greco.

Difatti il Tuo essere sempre disponibile e refrattario agli scontri frontali, anche con chi non ha a cuore le sorti della nostra terra, ha pian piano fatto in modo che si ingenerasse nell’apparato burocratico dell’Ente ed in alcuni politic(ant)i la convinzione che tutto sia consentito, che le scelte importanti fossero sempre quelle di domani e mai del presente e che si può “tirare a campare” senza programmare.

Abbiamo subito un impoverimento progressivo della rappresentanza politica culminata nell’elezione del Presidente del Consiglio del giugno 2020 allorquando, quattro Consiglieri Comunali dell’allora maggioranza, per meschine e non decifrabili ragioni, si sono sfilati ad un patto che avrebbe dovuto rendere più coesa la squadra di governo cittadino, così di fatto condannandoci ad un progressivo declino, e costringendoci ad abdicare al nobile compito di indirizzo proprio degli eletti per rifugiarci in una sterile rincorsa ai problemi che quotidianamente si presentano e che sono figli di un apparato burocratico in larga parte difensivo e troppo raramente propositivo.

Inoltre quel “tradimento politico”, ci ha condotto ad una innaturale riproposizione dei ruoli di maggioranza ed opposizione che ha mostrato tutti i suoi limiti nel momento in cui abbiamo dovuto abdicare all’importantissimo progetto del Centro Servizi di Viale Sardegna che ha subito l’assalto delle diverse visioni della Città che avevano forze politiche naturalmente differenti.

Noi abbiamo ricoperto il nostro ruolo in maggioranza affrontando con il cuore e con determinazione i grandi temi, tra tutti il nuovo Piano Regolatore (PUC), la rivisitazione dell’Area portuale e del Porto, il completamento dei PICS (piano integrato città sostenibile), la candidatura Unesco per la lavorazione del Cammeo a patrimonio immateriale dell’Umanità, abbiamo dato forza all’amministrazione quando c’era da raggiungere altri importantissimi obiettivi (vedi il caso dello stadio A. Liguori), anche lottando contro lo scetticismo ed il lassismo di alcuni addetti ai lavori.

Possiamo affermare che ormai tutti questi argomenti li abbiamo definiti e/o sono in dirittura di arrivo, tanto che chiunque dovesse domani sostituirci nel ruolo di amministratori sarà “costretto” a proseguire lungo il percorso tracciato poiché la Città non perdonerebbero chi non lo facesse solo per motivi squisitamente di parte.

Purtroppo però l’ordinario ci è sfuggito di mano, e non è più accettabile ripeterci che la mancanza di personale che affligge gli uffici giustifica i fallimenti che sono sotto gli occhi di tutti.

Si spazia dal mancato controllo del territorio ad un sistema di igiene urbana oggettivamente non adatto alla conformazione della nostra Città e comunque afflitto da incapacità gestionali che lo rendono addirittura offensivo per i cittadini e per i lavoratori del settore; dall’incapacità degli Uffici che non riescono a rispondere neanche lontanamente a standard accettabili di erogazione dei servizi (tra tutti basti pensare agli uffici anagrafe ed urbanistica dove i disservizi sono all’ordine del giorno), ai mancati interventi nella villa comunale (ricordi Villa Ciaravolo?), dal mancato rifacimento della segnaletica orizzontale in tempi accettabili, alla ripavimentazione delle strade cittadine molte delle quali sono oramai un colabrodo anche a causa dei continui lavori realizzati per i sottoservizi (Gori,
Enel, Telecom ecc…); dalla Tensostruttura La Salle mai migliorata, ai tanti bandi di finanziamento degli Enti sovraordinati a cui non abbiamo partecipato o dai quali siamo stati esclusi per errori tecnici e di presunzione; dall’incapacità a premiare i lavoratori dell’Ente veramente meritevoli fino ad arrivare alle mancate risposte del centralino dell’Ente dove, il silenzio assordante dell’operatore ed una voce preregistrata ci ricorda ogni giorno, durante le ore di ufficio, che siamo un’amministrazione allo sbando ed incapace di rispondere al bisogno di servizi che i cittadini ci richiedono a gran voce.

Continuiamo a sottrarre alla disponibilità dei cittadini cifre altissime per far fronte a debiti fuori bilancio conseguenze in parte di errori e dimenticanze degli uffici stessi e per altra parte a causa dell’incapacità di sottrarci ai tanti giudizi dei Tribunali che continuano a condannarci per vicende assolutamente evitabili qualora, come da noi più volte auspicato, si passasse da un’amministrazione esclusivamente difensiva ad una propositiva in grado di evitare almeno in parte un aggravio di costi così importante.

Le tanto auspicate assunzioni di nuovo personale, necessarie per il funzionamento degli uffici ma che non possono essere più la foglia di fico con la quale giustificare lo stato di abbandono della Città, procedono con lentezza tale che, terminate le procedure, i nuovi assunti non riusciranno neanche a sostituire coloro i quali saranno in pensione nei prossimi mesi.

Non è immaginabile che tutti i buoni propositi di riattivare la Festa dei quattro altari siano sistematicamente sopiti da vincoli di bilancio che nessuno ha mai voluto seriamente affrontare e risolvere.

Non si può più sopportare un servizio del verde pubblico incapace di tenere la città libera da erbacce o che non esegua le potature degli alberi nel rispetto della ciclicità delle stagioni, seppur questo servizio sia sistematicamente destinatario di rilevanti stanziamenti.

Sia ben chiaro, il fallimento della politica è anche il fallimento delle dirigenze che affollano il nostro Ente.

Su di esse avevamo riposto grande fiducia e speranza ma invece, molto spesso, si sono
dimostrate autoreferenziali e dimentiche di quanti onesti e capaci lavoratori alle loro dipendenze rimangono delusi da guide che continuano a scriversi addosso l’un con l’altra, senza pensare che nel confronto, e talune volte anche nello scontro, immediato e senza infingimenti, si possano poi trovare soluzioni di compromesso che sarebbero tanto apprezzate da chi loro l’indirizzo DOVREBBE darlo ( la politica) e da chi ne dovrebbe beneficiare ( i cittadini).

Caro Giovanni la lista dei disservizi è lunga e a noi tutti nota e queste festività senza luci ed eventi in grado di coinvolgere la cittadinanza in un clima di speranza e serenità, hanno dimostrato ancora una volta che il nostro percorso è arrivato ormai al capolinea.
Noi siamo stati con Te dal primo momento di questa avventura, e non rinneghiamo i percorsi politici atti di comune accordo, però adesso basta.

Siamo consapevoli che, considerate le condizioni in cui verte l’amministrazione, non è possibile avere una Città dagli standard europei, però avremmo voluto almeno che si tentasse di migliorarci, ed invece il tanto auspicato cambio di passo verso un’amministrazione quantomeno accettabile non c’è mai stato nonostante i ripetuti buoni propositi.

Da oggi quindi ritiriamo la nostra fiducia incondizionata all’azione del governo cittadino ed in Consiglio Comunale il nostro voto sarà pesato su ogni singolo provvedimento.

Consegniamo nelle Tue mani le deleghe ai PICS, al Grande Progetto Pompei ed al progetto di candidatura Unesco per le quali, in ogni caso, Ti ringraziamo per la fiducia accordataci conferendoci il mandato a seguirle.

Concludiamo augurandoci ogni bene, per la Città e per Te, non prima però di averti invitato con il cuore in mano a non continuare a tirare a campare ma ad andare a casa con dignità, semmai dando corso a quel teorema che hai sempre propugnato e secondo il quale, qualora dodici Consiglieri Comunali fossero stati disposti a presentare le dimissioni dalla carica, Tu saresti stato il tredicesimo.

Ebbene da oggi puoi contarne dieci poiché due li hai già trovati, i sottoscritti.

Torre del Greco 30/12/2021
I CONSIGLIERI COMUNALI
Avv.ti Gaetano Frulio e Luisa Liguoro