Cicliste e ciclisti aderiscono alla campagna a favore dell’assegnazione del Premio Nobel per la pace a Riace. “Ha mostrato a tutti che un altro sistema di accoglienza è possibile”, spiegano i promotori. Sabato 16 febbraio prenderà il via la Ciclostaffetta della pace: da Roma a Riace in bicicletta, passando per Napoli e anche Torre del Greco.

“Oggi sentiamo la necessità di continuare a sostenere questa esperienza, come un seme da proteggere e coltivare. Stiamo assistendo ad una violenta e capillare strategia di attacco, non solo a tutte le realtà che cercano giorno dopo giorno di costruire alternative possibili per le persone migranti, ma anche verso sentimenti di solidarietà e fratellanza che ci appartengono in quanto esseri umani”, spiegano gli organizzatori dell’iniziativa.

“Vogliamo disinnescare l’odio e la paura verso l’altro. Vogliamo farlo con il mezzo che meglio rappresenta la volontà di conoscere ciò che ci circonda, con curiosità e rispetto: la bicicletta.
Con il nostro pedalare vogliamo immergerci nelle realtà che attraverseremo, prima di tutto ascoltando e cercando di capire le difficoltà che affliggono i territori e la marginalità che subiscono quotidianamente. Lo faremo carichi e cariche dei nostri ideali, facendoci portavoce del fatto che la solidarietà e l’accoglienza sono la risposta per costruire un mondo più giusto per tutte e tutti”.

“L’idea è semplice: partiremo da Roma per arrivare a Riace in sella alle nostre bici.
La ciclostaffetta partirà dal Baobab, da Piazzale Maslax, stazione Tiburtina, dove i volontari di Baobab Experience distribuiscono ogni giorno pasti e danno supporto materiale e morale a tante persone in transito attraverso la capitale. Un luogo simbolo di accoglienza e solidarietà, e anche il luogo della disumanità con cui i migranti vengono periodicamente privati del poco necessario per la sopravvivenza e gettati nella disperazione.
Il percorso orientativo seguirà la litoranea ed è in via di definizione”.

Gli organizzatori invitano chiunque volesse unirsi alla ciclostaffetta, anche solo per una parte di essam a contattarli sulla loro pagina Facebook. “La staffetta non è una competizione né una gara ciclistica. Al contrario la nostra andatura sarà volutamente lenta per permetterci conoscenza del territorio e delle persone che incontreremo” chiariscono i promotori.

“I singoli, le associazioni, gli enti locali che sono impegnati nell’accoglienza e nella solidarietà con i migranti e vogliono condividere la loro esperienza e far parte di questo progetto possono contattarci per stabilire degli incontri di conoscenza.
Il viaggio è completamente autofinanziato dai partecipanti, chiunque avesse la possibilità di ospitarci alla staffetta è ben gradito”.