“Sono tutte strumentalizzazioni, l’intento della nostra campagna è solo quello di difendere il lavoro dei marittimi italiani”: poche parole, chiare ed inequivocabili, quelle dell’armatore napoletano Vincenzo Onorato per rispondere agli attacchi denigratori subiti sui social e sulla stampa per lo spot promosso dalle compagnie di navigazione Moby e Tirrenia che porta la firma della prestigiosa agenzia Armando Testa.
“Il nostro personale? E’ tutto italiano”: è la scritta che compare con la foto di una dipendente accompagnata a fondo pagina da una spiegazione: “Scegli solo chi naviga italiano. Navigare italiano non è uno slogan, è un impegno: significa avere 5.000 lavoratori italiani altamente qualificati, per offrirvi un servizio sempre impeccabile. Significa riconoscere il valore e la professionalità dei nostri connazionali e portare lavoro e fiducia nei nostri porti. Significa darvi solo il meglio per trasformare il vostro viaggio in una vacanza”.
“Il senso della nostra campagna non è certo quello di creare delle discriminazioni – spiega il presidente del gruppo Onorato Armatori – ma quello di difendere i marittimi italiani e salvarli dalla piaga della disoccupazione che affligge le nostre aree. Torre del Greco era una città che viveva di mare, oggi purtroppo muore di mare”. Il problema dell’occupazione dei marittimi italiani è infatti tristemente reale, soprattutto al Sud. “E’ un problema enorme – prosegue – perchè il marittimo italiano rimasto a casa sbarcato non ha creato un posto di lavoro per un marittimo extracomunitario, bensì un posto di schiavitù. Gli extracomunitari imbarcati sulle navi italiane vengono pagati con un tozzo di pane, stiamo parlando di stipendi che vanno dai 400 agli 800 dollari al mese. Io uso una metafora per spiegare questa situazione: gli italiani disoccupati fanno la fame a casa, gli extracomunitari la fame la fanno a bordo”. La vera discriminazione è dunque quella che subiscono gli extracomunitari e invece Onorato è stato attaccato di razzismo e xenofobia. “Confitarma con il suo presidente ombra dice delle cose assolutamente inesatte – attacca – non bisogna parlare di un caso teorico, ma bisogna vedere quello che succede a bordo delle navi”.
C’era una legge, la 30/98, che era nata per salvaguardare l’occupazione dei marittimi italiani, ma poi è stata malamente interpreta dalla Confitarma, i detrattori hanno la memoria corta. “La 30/98 – spiega Onorato – è stata completamente snaturata, era una legge partita bene, dava agli armatori tanti privilegi, la defiscalizzazione, sgravi Inps ed Irpef per i dipendenti, quindi grandissime agevolazioni, a fronte dell’impegno di occupare principalmente marittimi italiani, poi con il passare degli anni e soprattutto con l’infame accordo tra Confitarma e la triplice sindacale del 2003 quest’impegno è stato disatteso”.
Di recente si era intravisto uno spiraglio con l’emendamento del senatore Roberto Cociancich che è stato poi bloccato dal ministro Del Rio. “Ha ricevuto parere negativo dal ministero dei Trasporti – sottolinea Onorato – è assurdo. Il Mit ha difeso gli interessi di una lobby potente e non quelli dei lavoratori”. Ma Onorato non si arrende: “E’ una battaglia lunga che insieme vinceremo, Torre del Greco e il sud devono rinascere”.