starita<<Sfogliando i giornali questa mattina ho letto con molto interesse un’estrapolazione del rapporto Smivez sulle spese per la cultura nel Mezzogiorno d’Italia; una lettura sconcertante, ma che in definitiva ha evidenziato dati che a noi erano già noti. Ha messo in luce, cioè, come il governo abbia tagliato gli stanziamenti per la cultura maggiormente al Sud rispetto alle regioni settentrionali. La spesa sarebbe crollata di oltre il 30%, passando da 126 a 80 euro pro capite.

In altre parole, nel 2013 ogni cittadino del Nord ha ricevuto beni e servizi nella misura del 105%, dato che cresce ancora di più al Centro (141%) per ridursi drasticamente al 69% nel Mezzogiorno.

Un bel dire che la principale ricchezza del Sud è costituita dalle sue enormi risorse d’arte e archeologia; se non vi si investe, allora questo volano di sviluppo è destinato a restare lettera morta.

Eppure, anche gli stessi dati del Mibac parlano chiaro: nel 2015, in quello che il Ministro Dario Franceschini ha definito “l’anno d’oro dei musei italiani”, la Campania è seconda in Italia dopo il Lazio per numero di visitatori alle sue strutture museali; ancora, nella classifica dei dieci luoghi della cultura (a pagamento) più visitati, dopo il Colosseo figurano gli scavi di Pompei, mentre per quelli gratis, dopo il Pantheon, c’è il Parco di Capodimonte.

Insomma i dati non fanno altro che confermare quello che sapevamo già: i nostri luoghi d’arte sono un formidabile attrattore turistico, che però non vengono adeguatamente valorizzati e su cui non si investe abbastanza.

Sono convinto che, al contrario, da questi si deve partire per ridare una chance ai nostri territori in cui la deindustrializzazione ha decimato l’occupazione. Possediamo inestimabili ricchezze che, da sole, possono farci cambiare rotta.

Per questo, per esempio, abbiamo fortemente voluto la realizzazione della mostra dei reperti archeologici di Oplonti “Il fascino e la bellezza”, che si terrà, tra mille difficoltà, alla sede comunale di Palazzo Criscuolo tra qualche settimana; ripartire dalla bellezza e  dall’arte del passato, insieme a una efficace rigenerazione urbana che pure stiamo portando avanti, è la sola strada per restituire alla nostra città e all’intero territorio una identità.

Sono al fianco del sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto nel sostenere la candidatura della sua città come capitale della cultura; con Pompei, Stabia e la stessa Ercolano, possiamo costruire un formidabile asse di archeologia unico al mondo. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma senza un supporto da parte del governo centrale non possiamo imprimere ai nostri progetti la spinta che necessiterebbero>>.