Una lettera appello a tutti gli stabiesi. Dopo lo scandalo dello scorso anno e i falò che inneggiavano alla camorra, il primo cittadino dice: “La nostra non è la festa della camorra e degli idioti. Dimostriamolo”.

Ecco il testo:

Stabiesi, mostriamo al mondo cos’è davvero la nostra città. Mostriamo al mondo le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra festa dell’Immacolata. Mostriamo al mondo cos’è Castellammare di Stabia.

Ecco, oggi siamo chiamati ad una grande prova. Tutti. Dobbiamo dimostrare che la nostra festa è tutt’altro che la festa della camorra e degli idioti, di una terra che stenta a scrollarsi di dosso quella patina fastidiosa e opprimente.

Siamo chiamati a dare una grandissima prova di maturità, di coscienza, di cultura. Senza questi elementi, che senso ha lottare per mantenere vive le proprie tradizioni?

Castellammare sarà presidiata costantemente da tutte le forze dell’ordine? Certamente. Lo abbiamo chiesto a gran voce. Sarà militarizzata? No. Perché è vero, la ferita dello scorso anno è ancora aperta e fa male a me come sono sicuro a tutti gli stabiesi, ma sono certo che la vera Castellammare sarà all’altezza di portare in alto il nostro nome.

Noi come amministrazione faremo la nostra parte. Tutte le autorità del territorio faranno la propria parte. Scendiamo tutti assieme in strada a ballare, a cantare, a goderci lo spettacolo di quella notte magica. Quella notte è nostra, non è della camorra, degli stupidi, dei ladri di legna, di chi devasta i nostri boschi. Quella notte è nostra. Dimostriamo al mondo chi siamo.

Noi siamo Castellammare di Stabia: siamo acqua e fuoco; siamo la luce che illumina il buio; siamo la fiamma che riscalda; siamo la sorgente che dà vita. Noi siamo Castellammare di Stabia.