Finalmente santo! A quasi due secoli dalla morte del parroco di Torre del Greco, elevato agli onori degli altari, giunge tra il tripudio dei fedeli e l’esultanza del presbiterio torrese, l’annuncio papale: Vincenzo Romano, sarà proclamato santo il prossimo 14 ottobre.

Arriva, così, accolta dal festante suono delle campane squillanti dalla vetta dell’antico campanile – identificato, oggi, tra le icone della città – la notizia del concistoro romano nel corso del quale, il sommo pontefice Jorge Mario Bergoglio, ha fissato la data di canonizzazione di 6 nuovi santi della chiesa cattolica. Popolo in festa; immediate e numerose le cerimonie organizzate nella basilica pontificia dal parroco don Giosuè: innanzitutto domenica sera c’è stata una solenne processione di ringraziamento; la Via Lucis, partita dalla basilica e giunta tra i canti e le preghiere, in via Piscopia, alla dimora storica del Beato. La sera del 19, invece, giorno dell della proclamazione della  data, si è tenuta nella chiesa madre della città una solenne concelebrazione, al termine della quale è stato cantato il Te Deum, mentre, dalle ore 22.00 di sabato una veglia ininterrotta sino alle 8.00 del mattino. Intanto da pochi istanti dopo l’annuncio e per tutto il corso dell’anno, dominerà sul portone d’ingresso della basilica il drappo con il quale, riprendendo le parole del parroco don Giosuè: “vogliamo salutare la Canonizzazione del Beato Vincenzo Romano che rappresenta per Torre del Greco un dono della Divina Provvidenza del nostro tempo”.

“Il logo, racchiude in sé diversi simboli”, ha spiegato il viceparroco don Domenico Panariello. “In primo piano c’è il Beato in gloria, mentre sullo sfondo dominano la Basilica ricostruita proprio dal parroco santo e il Campanile, miracolosamente, scampato all’eruzione del 1794. In basso c’è anche un ramo di corallo che fa riferimento all’arte e all’assistenza che il Beato dava ai pescatori di corallo: non va, infatti, dimenticato che è stato lui a istituire la figura di cappellano di bordo. Ma il ramo di corallo simboleggia anche la sciabica che il parroco Vincenzo Romano, ispirandosi alla pesca a strascico, usava come metodo di evangelizzazione”.

Finalmente santo, dunque! E finalmente, anche per Torre si potrà dire: città di poeti, di santi e di navigatori!