Riceviamo e pubblichiamo una nota di Federmar-Cisal sulla tematica dei lavoratori marittimi italiani. Duro l’attacco ai confederali.

Il 19 luglio a Roma, abbiamo incontrato i Vertici aziendali di Tirrenia/CIN e Moby che ci hanno esposto le intenzioni future per lo sviluppo e continuità con la fusione delle due società in Tirrenia/CIN.

I particolari ormai sono noti a tutti ,anche perché il sindacato che si dichiara rappresentativo di tutti i lavoratori “ i soliti 3 “ è stato certosino nella spiegazione col comunicato del 20 luglio u. s.

Orbene, è opportuno ricordare a questi certosini che la stessa prontezza nel richiedere informazioni sul futuro aziendale di queste Compagnie e quindi dei posti di lavoro venga fatta a tutti gli Armatori

Perché ad esempio :

1 – Non chiedono pubblicamente al gruppo Grimaldi quali sono le intenzioni future sul lavoro dei marittimi italiani? Cosa è la C.R.L. ?

2 – Non chiedono al Gruppo Grimaldi se qualche milioncino dagli 84,3 milioni di utili anno 2017 possa essere speso per favorire i marittimi italiani?

3 – Non chiedono, come noi , al Ministero dei Trasporti, all’Ammiraglio in capo, al Parlamento e al Senato ,con una richiesta agli atti, di sapere quanti e quali sono i marittimi imbarcati sulle navi iscritte in Registro Internazionale ed impiegate nel cabotaggio Domestico e Transnazionale.

Non lo fanno !!!

Allora non è offensivo pensare che, verso le altre Compagnie di navigazione,hanno una dipendenza psicopatologica ed …….