L’inchiesta sul voto di scambio a Torre. Restano in cella Abilitato e Magliacano

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L’inchiesta sul voto di scambio a Torre del Greco. Restano in cella Simone Onofrio Magliacano e Stefano Abilitato.

Il Tribunale del Riesame ha infatti respinto i ricorsi presentati dai legali dei due indagati, ritenuti personaggi chiave dell’inchiesta che ha travolto la città del corallo.

Soldi, pacchi alimentari e posti di lavoro in cambio del voto, un quadro inquietante quello tracciato dagli inquirenti e che lo scorso mese di aprile sfociò nell’esecuzione di 14 misure cautelari.

Lo sfondo su cui si muove l’inchiesta è quello di “un diffuso e sistematico meccanismo di compravendita del voto”. A capo del quale erano posti proprio Abilitato e Magliacano accusati di aver promesso posti di lavoro a tempo determinato nel settore Nu nell’ambito del progetto Garanzia Giovani.

Abilitato e Magliacano puntavano ad ottenere la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere scattata a seguito di violazioni al regime dei domiciliari. Entrambi finirono in carcere lo scorso mese di maggio – alla vigilia delle europee – a causa delle violazioni documentate dall’attività investigativa con tanto di telecamere che avevano immortalato visite non autorizzate nonché l’uso di computer e cellulari da parte dei due.

Intanto,  per quattro ex netturbini coinvolti nella vicenda il gip ha fissato l’udienza del processo con rito abbreviato per la fine del mese di settembre. A scegliere questa formula sono stati Andreina Vivace, Gerardo Ramondo, Francesco Sallustio e Giuseppe Mercedulo.