Home News Attualità “Maria Vergine fatta Chiesa”: esposto il bozzetto del Carro 2026

“Maria Vergine fatta Chiesa”: esposto il bozzetto del Carro 2026

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Come da tradizione, il 19 settembre, festa di san Gennaro nostro patrono, viene esposto in Basilica per la solennità dell’Immacolata Concezione 2026, che sarà esplorabile virtualmente presso il sito web della basilica che sarà reso accessibile nelle prossime settimane

Il nuovo sito sarà uno spazio istituzionale, curato dalla parrocchia, dedicato alla vita liturgica e pastorale della Basilica e al suo patrimonio storico e artistico. Una sezione accompagnerà il cammino verso l’8 dicembre, con il , le schede di approfondimento sui simboli e l’archivio delle edizioni precedenti. Il sito è anche un modo per rendere accessibile a fedeli, studiosi e visitatori un patrimonio che appartiene a tutta la città.

Il bozzetto del carro di quest’anno, ideato dal , è il risultato di anni di esperienza vissuti nel mondo dell’arte torrese. Tale progetto, maturato lungo il corso di questi mesi, sarà consegnato nelle mani di , storico realizzatore del carro trionfale.
In occasione degli 800 anni del transito di S. Francesco, quest’anno ̀ “ ”. Nelle fonti francescane (FF 259-260) c’è una preghiera in cui il Serafico chiama Maria proprio «Vergine fatta Chiesa». Questa definizione mariana è una tra le più significative della tradizione francescana:
– ̀ “”: è totalmente disponibile, è lo spazio aperto e puro dove Dio può prendere carne: è Immacolata, è il “sì” senza riserve alla Parola e totalmente aperto all’azione di Dio.
– ̀ ” ”: “ ”, cioè non è lei ad agire, ma è Dio ad agire in lei. Maria è “fatta Chiesa”, nel senso che non pretende qualcosa da Dio, ma si lascia cambiare la vita da Lui. In altre parole, come Maria si è lasciata “fare” da Dio, come Francesco si è lasciato “fare” da Dio, così anche noi siamo chiamati a lasciarci cambiare da Gesù.
Nell’anno in cui si ricorda l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026), ̀ ̀ . Le architetture laterali riprendono le volute e i cartocci ornamentali settecenteschi. Il carro si inserisce così nella tradizione delle macchine da festa, architetture effimere pensate per la celebrazione e per la meraviglia dei fedeli.
è quella classica dell’iconografia dell’Immacolata: il bianco della purezza e della grazia, l’azzurro del cielo, l’oro della gloria. Anche questa tavolozza incrocia la storia francescana.
Tra i cartocci dorati si contano dodici stelle per lato: è la corona della donna vestita di sole, che nell’Apocalisse porta sul capo «una corona di dodici stelle» (Ap 12,1), immagine che la tradizione ha riferito a Maria e alla Chiesa.
, sotto lo stemma francescano, campeggia il monogramma mariano. L’accostamento non è casuale. Tommaso da Celano racconta che Francesco amava la Madre di Gesù di un amore indicibile, «perché aveva reso nostro fratello il Signore della maestà». Racconta anche che la volle avvocata dell’Ordine, affidando i suoi frati alla sua protezione. Più tardi il beato Giovanni Duns Scoto, a sostenere che Cristo, mediatore perfetto, ha redento sua Madre nel modo più alto, preservandola dal peccato originale. È la linea accolta da Pio IX nella bolla dell’8 dicembre 1854, che definì Maria preservata da ogni macchia di colpa originale in previsione dei meriti di Cristo ( ).
Nella corre una cornice con ghirlande di fiori annodate da nastri e fiocchi, anch’esse dodici per lato, in rispondenza alle stelle. I fiori, motivo caro all’ornato rococò, evocano la bellezza dell’Immacolata cantata dall’antica antifona « , », che riprende il Cantico dei Cantici (Ct 4,7). Richiamano insieme la «sora nostra matre Terra» che nel Cantico di Francesco produce frutti «con coloriti flori et herba».
del carro alcuni putti sorreggono un cartiglio con i versi del “Cantico di frate Sole”, o “delle Creature”, composto da Francesco tra il 1225 e il 1226 e considerato tra i primi testi poetici della letteratura italiana. In questa lode ogni creatura diventa fratello e sorella, a cominciare da «sora Luna e le stelle», che il Signore ha formato «clarite et pretiose et belle». Sono le stesse stelle che sul carro incoronano la Vergine, la donna che l’Apocalisse mostra con la luna sotto i piedi. Dal Cantico prende nome anche l’enciclica ” ‘” di papa Francesco (2015).
, una figura a tutto tondo ritrae san Francesco inginocchiato in preghiera davanti alla Vergine. È il Francesco del Saluto alla beata Vergine Maria, che la invoca come «Vergine fatta Chiesa» e la saluta palazzo, tabernacolo e casa di Dio.
Nella una struttura architettonica riproduce la Porziuncola, la chiesetta di Santa Maria degli Angeli nella pianura ai piedi di Assisi. Francesco la riparò con le proprie mani e, secondo san Bonaventura, la amò più di ogni altro luogo al mondo. Qui comprese la propria vocazione ascoltando il Vangelo, qui accolse Chiara, qui ottenne, secondo la tradizione, l’indulgenza del Perdono di Assisi. Nell’infermeria accanto, oggi Cappella del Transito, morì il 3 ottobre 1226.
‘ ‘ della chiesetta saranno decorati con i colori e le scene dell’originale, per ricreare sul carro l’atmosfera raccolta di quel luogo. Lo scorso 6 agosto anche papa Leone XIV vi si è fermato in preghiera silenziosa, al termine della S. Messa con i giovani. Dedicata alla Madre di Dio, la Porziuncola chiude il racconto del carro: la chiesetta in cui Francesco si affidò alla Vergine diventa segno di una fede che, per Maria, conduce a Cristo.
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Maestro Francesco Scognamiglio
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Maestro Riccardo Lamberti

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