Scattano decine di arresti nell’area stabiese, spallata alla camorra anche nella zona dei Monti Lattari che imponeva il pizzo in forza di un patto tra le cosche dei D’Alessandro e degli Afeltra-Di Martino.

Indagati anche noti imprenditori. L’operazione della Polizia è scattata la scorsa notte ed è coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli. I poliziotti della Squadra Mobile partenopea e gli uomini del Commissariato di Castellammare di Stabia stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di una ventina di persone.

Le indagini hanno avuto ad oggetto una serie di delitti tra cui estorsioni, violenza privata, violazioni in materia di armi ed esplosivi aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa nel corso degli anni che vanno dal 2013-2016 ai danni di imprenditori, negozianti e professionisti operanti a Castellammare, Pompei, Gragnano, Pimonte e Agerola. Ventuno in tutto le persone indagate, 14 quelle arrestate. La vedova del boss D’Alessandro – Teresa Martone – è finita ai domiciliari. Diversi gli imprenditori finiti nel mirino degli inquirenti, come lo stabiese Adolfo Greco.

Anche i boss del clan Afeltra-Di Martino dell’area dei Monti Lattari sono finiti nella rete di polizia e dda. Dalle investigazioni “è emersa la perdurante operatività di diverse storiche organizzazioni camorristiche, tra loro sostanzialmente alleate – hanno spiegato dalla Questura – ciascuna delle quali ha continuato ad imporre costantemente “il pizzo” nei territori di rispettiva competenza, avvalendosi della propria forza d’intimidazione”.

Blitz nell’area stabiese, i retroscena dell’operazione “Olimpo” e il ruolo dell’imprenditore Greco