La notizia dell’adesione del comune di Torre del Greco al protocollo d’intesa per il miglioramento del sistema di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale si è velocemente diffusa tra la cittadinanza torrese, suscitando reazioni contrastanti. Sulla pagina fb di TVCITY sono arrivati decine di commenti. A prevalere sono quelli di cittadini preoccupati per l’arrivo dei migranti che chiedono al prefetto di ritornare sui suoi passi. Non è difficile ricordare quello che accadde circa un anno fa con l’allora sindaco Ciro Borriello pronto ad alzare le barricate evidenziando l’impossibilità per la quarta città della Campania ad accogliere i circa trecento migranti previsti dal piano della Prefettura. In quei giorni partirono raccolte firme e ci furono proteste di piazza per dire no ai rifugiati. Il caso è tornato alla ribalta dopo la delibera firmata il due marzo dal commissario straordinario Giacomo Barbato per l’adesione allo Sprar. All’articolo 3 del protocollo è previsto che i comuni che aderiscono all’intesa  si impegnino “ad accogliere gradualmente sul proprio territorio entro il 31 maggio 2018 un numero di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, in conformità al piano di ripartizione del ministero dell’Interno”. Per il comune di Torre del Greco si tratta di 276 migranti, calcolati sulla base della popolazione residente pari a 86.275 persone. Nella delibera a firma di Barbato si sottolinea che il comune di Torre del Greco “non ha ancora attuato alcuna politica di integrazione delle persone immigrate, condizione che espone il territorio torrese a iniziative che rischiano di avere effetti laceranti sul tessuto sociale, culturale ed economico locale”. Il comune torrese ha richiesto espressamente di applicare la “clausola di salvaguardia” che esclude dai bandi delle Prefetture della regione, aventi ad oggetto l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale “i Comuni aderenti al Protocollo che abbiano almeno raggiunto la copertura del 50% dei posti previsti in base al piano del ministero dell’Interno”. E sui social mentre qualcuno propone di organizzare una mobilitazione di piazza per fermare gli arrivi, altri propongono una manifestazione di accoglienza.