Carabinieri“Questa e’ la nostra zona, se non ti sposti da qui ti uccidiamo”. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli sarebbe stata questa la minaccia alla base dell’aggressione (con tanto di sassaiola finale contro la vittima) e della rapina commessa la scorsa notte da 4 donne originarie dell’Est europeo nei confronti di una connazionale, quattro donne identificate e sottoposte a fermo di indiziato di delitto dai militari perche’ ritenute responsabili di rapina aggravata, minacce e lesioni personali; le fermate sono E.M. 23enne, B.M. 22enne, E.M. 20enne e G.K. 21enne, tutte di nazionalità albanese.

Poco dopo la mezzanotte con una chiamata giunta al 112 è stato richiesto l’intervento di una pattuglia del nucleo radiomobile per una donna vittima di un’aggressione appena giunta al pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare. Giunti sul posto i militari hanno identificato la vittima e raccolto i primi elementi. Avviate le indagini, attraverso l’acquisizione di filmati da telecamere di sorveglianza e la ricerca di testimoni, nel giro di un paio d’ore i militari sono riusciti a ricomporre i tasselli del mosaico, dalle fasi dell’aggressione ai nomi delle presunte autrici. Scattate le ricerche i carabinieri sono riusciti a rintracciare tutte e quattro le donne in un vicoletto sempre nell’area orientale, poco distante dal luogo dell’aggressione.

Le quattro fermate (tutte prostitute) già da giorni minacciavano la connazionale (anch’essa prostituta) intimandole di allontanarsi da un tratto di strada reclamandone la ‘prelazione’. Al rifiuto da parte della malcapitata, le quattro ieri notte avrebbero atteso la ‘concorrente’ e al suo arrivo sarebbe iniziato il pestaggio a calci e pugni, poi la avrebbero rapinata di circa 100 euro e del telefono cellulare, e in conclusone la avrebbero persino bersagliata con una sassaiola di sampietrini, tanto da ferirla alla testa e lasciarla tramortita a terra.

Mentre la rapinata secondo i medici se la caverà con 10 giorni di prognosi per le lesioni riportate alla testa e in varie parti del corpo, le fermate (due incensurate e due con precedenti di polizia) dopo le formalità di rito sono state accompagnate presso il carcere femminile di Pozzuoli.