14.05.2015 CC Napoli 2Ci troviamo in un quartiere della periferia nord di Napoli. I carabinieri del Nucleo Investigativo partenopeo si dirigono sull’obiettivo per eseguire una perquisizione domiciliare alla ricerca di armi detenute illegalmente. Entrati nell’abitazione da controllare, ispezionano scrupolosamente vano dopo vano. In un sottoscala spuntano degli scatoloni, da uno di questi, aperto da un lato, si intravede il contenuto: pacchi da otto confezioni ognuno di “sildenafil” sandoz 50mg (l’equivalente del “viagra”). Già le prime cento e passa confezioni trovate nello scatolone aperto sono decisamente una maxi scorta piuttosto bizzarra del farmaco (comunque vendibile sotto il controllo medico e previa ricetta) per le presunte esigenze familiari. Ma aprendo tutte le scatole alla fine i militari contano 1.920 confezioni. In pratica, circa 50mila euro il valore dell’intero stock sul mercato farmaceutico.

Scatta il sequestro del materiale e la denuncia a piede libero della 39enne proprietaria di casa, ritenuta responsabile di ricettazione.
La donna a cui fa capo il mega stoccaggio clandestino di “viagra” è comunque già nota ai militari, è la figlia di un noto boss, oggi defunto, di un potente clan camorristico ritenuto storicamente egemone in quell’area.
Ad ogni modo proseguono le investigazioni per stabilire la provenienza dei farmaci e a che tipo di traffici illeciti possa essere riconducibile il singolare ritrovamento.