Ripresa dell’attività amministrativa dopo dieci mesi di gestione commissariale, attesa per la composizione della giunta targata Palomba e grane giudiziarie con l’allargamento dell’inchiesta sul voto inquinato. I giorni post-voto a Torre del Greco sono tutt’altro che tranquilli.

Ieri mattina l’insediamento del neo-sindaco Giovanni Palomba. “Avremo un solo diktat: lavorare bene e con rispetto di questo territorio e della sua comunità. La sfida è sicuramente ardua e complessa; ma di sicuro non ci spaventa”, le parole del primo cittadino che ha guidato la coalizione composta da sette liste civiche. Qui la prima spina in merito alla giunta.

Tecnica o politica questo il nodo che il mobiliere di via Monsignor Felice Romano dovrà sciogliere in queste ore senza scontentare nessuno degli alleati che lo hanno condotto alla vittoria.

Nel frattempo si sta allargando l’inchiesta della procura di Torre Annunziata sul voto di scambio. Sale a quindici il numero degli indagati nell’ambito della vicenda delle assunzioni Nu. Nei giorni scorsi l’interrogatorio del commercialista Simone Onofrio Magliacano, in queste ore poi la vicenda sta continuando a ingrossarsi con il coinvolgimento di altri politici e l’ipotesi di una spartizione dei posti da netturbino tra varie coalizioni alla vigilia del voto.

Intanto l’ex assessore Luigi Mele, sconfitto al ballottaggio, ha commentato l’esito del voto parlando di “un’amministrazione nata già delegittimata da gran parte della popolazione”. “Anche domenica scorsa, durante le fasi del voto, mi sono stati riferiti episodi sinistri”, ha detto Mele invitando “la magistratura che sta già indagando sui fatti del 10 giugno, a fare chiarezza su quanto successo fuori ai seggi durante il ballottaggio”.