guardia di finanza

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, dalle prime ore di questa mattina,
sta eseguendo tra Napoli e provincia, un sequestro preventivo e alcune perquisizioni
nei confronti di tre società e dei loro amministratori di diritto e di fatto.
Le indagini hanno preso le mosse da una verifica fiscale partita nel dicembre 2016 nei
confronti di una delle tre società. Fin dalle prime battute i Finanzieri si erano accorti
che i conti della società non tornavano e avevano scoperto cospicue compensazioni di
debiti tributari con un credito IRAP inesistente, e anomali rapporti di sponsorizzazione
con società di calcio.
Erano stati poi individuati altri illeciti tra cui: l’utilizzo di fatture per operazioni
inesistenti, emesse da un consorzio cartario di Tivoli a cui aderiva anche la
società; e un sistema di doppia fatturazione dei prodotti industriali: al cliente
venivano emesse fatture di vendita di scatole da imballaggio assoggettate ad IVA,
mentre nella contabilità della società venivano riportate fatture attive per prodotti da
macero esenti da IVA. La Guardia di Finanza ha anche dimostrato che l’imprenditore sotto inchiesta, sebbene formalmente residente in Svizzera e
apparentemente privo di qualsiasi carica o ruolo nella società, era il reale
dominus, così come di altre società, tutte appartenenti ad un gruppo di
fatto riconducibile a lui e ai suoi familiari. Le successive intercettazioni telefoniche e
alcune perquisizioni, anche informatiche, hanno permesso di confermare il ruolo dell’imprenditore e la totale sudditanza alle sue decisioni degli amministratori di diritto delle società coinvolte.
La Guardia di Finanza ha sottoposto a verifica anche una seconda società che ha acquisito un importante complesso industriale ad Arzano, riscontrando
ancora una volta l’adozione sistematica di meccanismi di frode, come l’utilizzo di un
credito d’imposta collegato ad un progetto di ricerca e sviluppo mai completato; e ha
scoperto che gli indagati avevano creato la terza società nel mirino, al fine di farla figurare
esportatore abituale attraverso false cessioni di merci verso la Polonia, per poi
servirsene per acquistare prodotti cartari in esenzione d’imposta.
All’esito delle verifiche e delle indagini la Procura della Repubblica di Torre
Annunziata, ha chiesto e ottenuto dal GIP oplontino il sequestro preventivo delle
imposte evase che ammontano ad € 2.449.995,95.