Personale ridotto all’osso per le ferie estive all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Si lavorerà in affanno per il prossimo mese di agosto. Una problematica che si ripropone puntualmente durante l’estate, complice le ataviche carenze di personale, sia medico che infermieristico e anche per quanto riguarda gli oss, gli operatori socio sanitari. I disagi maggiori si registrano in pronto soccorso dove per il mese di agosto è previsto un solo medico a turno per le 24 ore con inevitabili difficoltà per operatori ed utenti, specie per chi arriva in ospedale con mezzi propri. Disagi anche in radiologia dove è previsto un medico a turno di mattina e pomeriggio, mentre invece resta sguarnito il turno notturno; stessa situazione nei festivi con l’impossibilità di eseguire esami più complessi. Permane dal 1 luglio la riduzione delle attività per l’unità operativa di anestesia e rianimazione. Un blocco dovuto anche in questo caso alla carenza di medici anestesisti che si aggrava con le ferie estive con una conseguente ricaduta negativa della offerta sanitaria degli ospedali riuniti dell’area vesuviana, il Maresca di Torre del Greco e il Sant’Anna di Boscotrecase. Gli anestesisti rianimatori possono infatti garantire esclusivamente l’emergenza interna nei due presidi di competenza, ma resta bloccata ogni attività operatoria e diagnostica, che preveda la presenza dell’anestesista-rianimatore. Non vengono pertanto effettuati interventi chirurgici e diagnostici d’elezione o in urgenza procrastinabile, nè i trasferimenti di pazienti critici con il rianimatore a bordo. Disagi che dovrebbero rientRare al termine delle ferie estive, ma l’auspicato rilancio sembra ancora lontano, considerata l’assenza di figure specialistiche al pronto soccorso, come quella del cardiologo, assente ormai dal mese di giugno o dell’ortopedico che non è stato ancora rimpiazzato. il tutto  va a penalizzare l’area dell’emergenza-urgenza. Nulla di fatto anche per quanto riguarda l’ampliamento della struttura con posti letto, sia per l’oncologia che la gastroenterologia. Non ancora ultimati infatti i lavori di riqualificazione. Scongiurato dunque il rischio chiusura, restano le incertezze sul futuro in attesa di un concreto e reale potenziamento delle attività e rilancio della struttura di via Montedoro per migliorare i livelli essenziali di assistenza.