E’ Giovanni Palomba il nuovo sindaco della quarta città della Campania. Eletto con oltre novemila preferenze, rispetto al competitor Luigi Mele che si e’ fermato poco oltre i settemila consensi, il mobiliere di via Mons. Felice Romano amministrerà nel prossimo quinquennio la città di Torre del Greco, definendosi sin dalle prime battute il Sindaco della gente, tra la gente. Una giornata rovente quella di ieri 24 Giugno che ha siglato il secondo turno elettorale per ben 75 comuni d’Italia, rispetto ai quali Torre del Greco ha registrato la più bassa percentuale di votanti. Ad eleggere infatti il nuovo primo cittadino sono stati poco più di sedicimila cittadini, rispetto ai settantunomila aventi diritto, con un dato di affluenza che non ha raggiunto il 25%.Un vero e proprio minimo storico, nella memoria dei più anziani e dei veterani della politica locale, che d’altronde era già partita sotto tono lo scorso 10 giugno, facendo registrare nel maggiore comune dell’area campana al voto nel 2018 un 10% di votanti in meno rispetto alle amministrative del 2014 che videro contrapposti l’ex Sindaco Ciro Borriello per il centrodestra e l’attuale consigliera regionale del Pd Loredana Raia. Una competizione di veleni. E’ il commento di molti in città, all’indomani del voto; una competizione inquinata sin dalle prime battute da manifesti offensivi e denigratori della memoria di esponenti non più in vita della politica cittadini, ed esacerbata dalla comparsa di alcuni video a firma fanpage con i quali si sarebbero volute denunciare apparenti irregolarità sul voto a carico della coalizione di supporto di Giovanni Palomba. Un’autentica violenza mediatica, come definita dallo stesso palomba, pronto oggi a rispondere anche in termini legali alle singole ed indiscriminate offese personali ricevute fino allo scorso sabato, giorno di silenzio elettorale, nel quale ad opera di buontemponi erano state fatte girare a mezzo whatsapp altri infanganti messaggi. E proprio il particolare clima di questi giorni, i toni ed i video circolati alla vigilia del voto del secondo turno hanno richiesto ieri un maggiore dispiegamento di forze dell’ordine sull’intero territorio cittadino, presidiando i seggi a maggiore rischio e garantendo un più lineare svolgimento delle operazioni di voto. Tuttavia al netto di ogni considerazione, resta un unico pesante dato: Torre del Greco ancora una volta ha scelto di non scegliere.