Pendolari in fuga dal trasporto pubblico. Meno utenti anche per la circum: “Intervenga il ministero”

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Per i circa 308.484 mila pendolari campani che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare la condizione del trasporto pubblico è sempre più insostenibile. Con risultati inevitabili. Dal 2011 ad oggi il calo dei pendolari è stato vertiginoso, passando dai 467.000 utenti a 308.484: in pratica un crollo del 34%. In termini pratici sono oltre 158mila i pendolari che hanno abbandonato il trasporto pubblico (buona parte riguarda la Circumvesuviana, a causa di tagli e del degrado del servizio) per i mezzi privati, che significa una stima prudente di oltre 79mila automobili che in sette anni sono ritornate a circolare sulle nostre strade, con più ingorghi e più smog. Nonostante questa fuga, la linea circum Napoli-Sorrento figura tra le più frequentate d’Italia con la media di 46mila viaggiatori al giorno.

Esemplari sulla fuga dei pendolari sono i casi della Roma-Lidodi Ostia o della Circumvesuviana con quasi 60mila persone in meno che prendono il treno per i tagli e il degrado del servizio. Ma sono tante le linee dove le immagini dei convogli sembrano uscite
dal dopoguerra, con carrozze diesel vecchie di 60 anni che circolano su linee oramai frequentate da pochi studenti o turisti affascinati dai paesaggi interni siciliani o salentini
A fotografare la situazione del trasporto ferroviario pendolare in Campania è Pendolaria, il rapporto annuale di Legambiente, presentato oggi.
In Campania – sottolinea Legambiente – dal 2010 ad oggi sono stati effettuati tagli complessivi al servizio dell’8%, mentre c’è stato un aumento delle tariffe del 48%. La Regione Campania investe ancora troppo poco per potenziare il servizio e comprare treni: la spesa nel 2017 per i pendolari è di 121,76 milioni di euro tra servizi e materiale rotabile, pari ad un totale dello 0,69% del bilancio regionale. Una spesa del tutto inadeguata perché ancora non sufficiente ad eliminare i gravi problemi che affliggono molte delle linee pendolari.
Inoltre, in Campania continua ad aumentare l’età media dei treni, nonostante segnali di investimento e dei primi inserimenti di nuovi convogli nel corso degli ultimi mesi.

“In questi anni si sono determinate situazioni semplicemente scandalose di differenza di accesso ai servizi pubblici e inefficienze che pagano i cittadini. Se continuerà questa situazione di degradosulla RomaLido o sulla Circumvesuviana il Ministero dovrà intervenire chiedendo ilcommissariamento delle aziende. Oppure pensiamo a quanto avvenuto con il taglio dei collegamenti ferroviari interregionali perché le Regioni hanno deciso di tagliare le linee più periferiche. Il Ministero deve vigilare e chiedere chiarimenti, intervenendo per tutelare i cittadini”, si legge nel rapporto Pendolaria.