Non c’è dubbio: a Torre del Greco, la Nettezza urbana è una questione scottante; non solo secondo i criteri della termodinamica, ma soprattutto da un punto di vista di incidenza e di rischi giudiziari. E questa, è una verità che ben conosce il neo sindaco Giovanni Palomba, tanto che nelle previsioni di prima battuta sulla possibile formazione della giunta, il mobiliere di via Mons. Felice Romano, aveva da subito pensato ad una figura terza e neutrale rispetto ai giochi ed alle quote della politica, a cui affidare la bollente delega della N.U. Addirittura si parlava di un profilo individuato dalla stessa Prefettura, in modo da garantire massima trasparenza e legalità negli atti e nella gestione di un settore che è costato il secondo mandato a palazzo Baronale al chirurgo di via del Monte e che ha rappresentato il fulcro dell’intero dossier di congedo del prefetto Giacomo Barbato. Ma il semaforo rosso dell’autorità giudiziaria, ha rimescolato nuovamente le carte, anche se il primo cittadino non demorde e non desiste dall’idea di partenza, ovvero, l’affidamento della delega ad una mirata professionalità che sappia dare risposte concrete in materia e soprattutto garantire un corretto percorso alla neo amministrazione. Ancora in pectore, invece, i restanti nomi di coloro che formeranno l’esecutivo cittadino e garantiranno il Sindaco nello svolgimento dell’attività amministrativa. Anche se indiscrezioni di Palazzo vorrebbero, al momento, rivelati ed acclarati alcuni nomi di probabili assessori, Palomba non si pronuncia e non si abbandona ad anticipazioni. “Attenderò la proclamazione ufficiale dei consiglieri eletti e poi organizzeremo la giunta”, ha dichiarato sin dal primo momento. Nel frattempo giungono via social gli auguri al neo sindaco anche da parte di Ciro Borriello, stranamente silenzioso nella campagna elettorale appena conclusasi, che in un video postato sulla propria bacheca facebook, dopo l’in bocca al lupo di rito, ricorda all’amico-nemico Giovanni Palomba una serie di opere pubbliche lasciate incompiute e che necessitano di ultimazione, oltre ad impellenze amministrative in capo all’Ente di largo plebiscito. Un atto di galanteria politica che tradisce, tuttavia, da parte dell’ex parlamentare, un guanto di sfida ad uno dei maggiori oppositori della sua passata amministrazione. Ma tempo al tempo. Per il momento è iniziato un tempo nuovo.