Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dal segretario generale Federmar-Cisal, Alessandro Pico, al ministro Danilo Toninelli in seguito alle dichiarazioni sulla Compagnia Tirrenia.

“Le scrivo in quanto il Suo intervento della scorsa settimana, a Cagliari, sulla continuità territoriale marittima con la Sardegna, ci ha visti protagonisti e non Le sarà certo sfuggito il nostro pubblico disappunto.

Il nostro disappunto, Ministro, è dettato dallo sconforto che il Suo intervento ha generato nei confronti dei lavoratori marittimi appartenenti al gruppo Onorato – oggetto del suo sprezzante giudizio – ed in particolare per la revisione della Convenzione prevista nel giugno 2020, dichiarando che ha già pronto un disegno di legge e che i tecnici stanno lavorando alla revisione sulla Convenzione attuale per garantire ai Sardi una qualità ed un prezzo migliori del Servizio fino ad ora reso.

Naturalmente, un Ministro va preso in seria considerazione quando si esprime, ma non possiamo accettare la Sua logica, perché favorirebbe un certo tipo di Vettori Italiani o Comunitari ad usare senza scrupolo Leggi e contratti che impiccherebbero quell’ultimo sottile spiraglio di lavoro che, a causa del dumping salariale legalizzato nel mondo, ha fatto sì che da 20 anni ad oggi la categoria dei Lavoratori del Mare Italiani stia scomparendo dalle navi che sbandierano il Tricolore.

Le ricordo che, a fronte di un totale di 63.000 posti della flotta Internazionale e di Cabotaggio con Bandiera Italiana, gli italiani occupati sono 16.400 e di questi  la sola flotta del gruppo Onorato ne occupa oltre 5000, significa quindi che  46.600 non sono italiani e lavorano con salari dumping.

Mentre Le scrivo Lei e tutto il Movimento 5 stelle – alla cui Vittoria sia io, personalmente che tanti, tantissimi marittimi e loro famiglie abbiamo contribuito – state festeggiando il decreto legge (39 pagine e 34 articoli ) – Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni – e, quindi, siamo certi che Vorrà ascoltarci di persona, quanto prima possibile, per esporre nei particolari questo dilemma sociale ed occupazionale che va affrontato e possibilmente risolto”.