locandina scudLeggende vesuviane, pitture e modellati in ferro, sculture. Sono le creazioni di Tiziana e Carlo Esposito che troveranno casa dal 23 aprile al 4 maggio prossimo presso i saloni de Le Scuderie di Villa Favorita ad Ercolano.

Grazie alla presentazione di Gianni Guida, in programma sabato 23 aprile alle ore 19, Le Scuderie di Villa Favorita aprono le porte ad una bipersonale davvero interessante. Pittura e scultura, due linguaggi eterni e speciali che emozioneranno il visitatore ormai abituato a trovare nei saloni della storica dimora un vero e proprio ristoro per l’anima. Una mostra patrocinata dal Comune di Ercolano, dal Coordinamento Ex Allievi di Villa Favorita e dalla Pro Loco Herculaneum.

“Si il Vesuvio è proprio nel DNA di Tiziana – racconta Gianni Guida che aprirà la mostra con la sua presentazione –  Sia  STERMINATOR che CREATOR è sempre visto con grande riverenza in un sentimento di profondo e quasi religioso rispetto. Anche nella sua peculiarità distruttrice è sempre  circondato da una aura di bellezza come l’improbabile maga amelia che viene sul cono a verificare i suoi sortilegi: l’ammaliatrice fattuchiera non può che avere capelli biondi e smalto dei colori del fuoco. Del resto i fenomeni sulfurei scarcerano dalle rocce il mago in un respiro liberatorio e vivente del Vesuvio che solo chi abita in contiguità con esso, come le sperimentatrici Amelia e Tiziana possono concepire.

Il  Vesuvio diventa carne, carne viva, nei fenomeni del continuo cangiarsi d’abito vuoi con i fiori e i promessi frutti della primavera,vuoi con la cappa vellutata della candida neve e dei più inerpicati pampini che un lungo donarsi offrirà il nettare dei pomodori e dell’uva e l’ambrosia delle mature albicocche che Ebe offre agli immortali e agli Dei che godono della ginestra, dal profumo sottile e ammaliatore, dal colore del fuoco più vivido, ad attimi dalla fusione inebriante”.

Ed aggiunge: “Tiziana al surrealismo fantastico aggiunge il ricco simbolismo che fa da sponda a tutte le sue tele con delicato tratto ed essenzialità di disegno che mette in risalto il racconto centrato sulle metafore che Vesuvio tammorre ginestre mostri maghe e folklore narrano in un racconto omogeneo con l’uso del colore a momenti delicato, in altre, forte e composito, a volte con inserzioni di sabbie vesuviane forti e composito, a volte con inserzioni di sabbie vesuviane forti e porose al contempo, come Tiziana”.

Parole importanti anche quelle spese per Carlo Esposito: “Conosco Carlo da tempo immemore: più di cinquanta anni. Una vita – dichiara Gianni Guida – Ho lasciato un docente – artigiano, ho ritrovato un artista. Un artista vero. Ho lasciato un docente che per appassionare i difficili allievi del “Filangieri” prometteva di rifare loro i denti di ferro. Qualcuno ci credeva. Poi, nel tempo come da crisalide, si è trasformato in farfalla, in un papillon dai mille sfumature sebbene il colore delle sue sculture siano a monocromo. Dalle sue composizioni poliedriche e di soggetti vari, dagli animali alle persone, dalle  ballerine al religioso, dalla statuaria astratta ma sempre riconoscibile.

L’elettrodo e il cannello con i colanti rivoli di metallo disegnano pregevoli forme a volte astratte ma parlanti, con inserzioni di lamiere imbutite e lavorate al fuoco della forgia e all’incudine con tocchi a volte leggeri e attenti altre con mazzolate degne della materia da lavorare”.

Un riferimento anche alla sua opera: “Anche le sculture del “leone” e dell’ercole che guarda a quello dei Farnese e che coincide con quello dello stemma del Comune di Ercolano sono di grande formato e esprimono la volontà e il coraggio di Carlo di cimentarsi in un laboratorio impegnativo.

Anche il Totò è fuori dall’ oleografia che il personaggio si porta dietro con proporzioni e plasticità tale che l’opera non soffre per semplicità e essenzialità .

Carlo, considerato nel merito delle sue opere, non dimentica un certo filone fantastico per rappresentare i suoi personaggi dopo uno studio non banale ma pensato in una appagante forza onirica e fantastica” conclude Gianni Guida.