car-tdgI carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno eseguito 3 ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale di Napoli (dopo il rigetto di ricorsi alla Corte di Cassazione contro una sentenza della Corte di Appello di Napoli del 04.07.2014) nei confronti di 3 soggetti, all’epoca dei fatti (anni ‘80 e ‘90) affiliati al clan camorristico dei “Vollaro” -operante a Portici e San Sebastiano al Vesuvio- ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso e di estorsione aggravata da finalità mafiose. I 3 soggetti sono 1. Agostino Ribellino, 44 anni, di Massa di Somma, già noto alle forze dell’ordine, responsabile in concorso di estorsione aggravata dal metodo mafioso –fatto commesso a San Sebastiano al Vesuvio nel ‘94. Dovrà espiare una pena residua di 5 anni e 11 mesi di reclusione più 1 anno di libertà vigilata; dopo le formalità è stato tradotto a Poggioreale. 2. Staiano Aniello, 62 anni, di San Sebastiano al Vesuvio, già noto alle forze dell’ordine, responsabile di associazione di tipo mafioso –reato commesso a Portici dall’anno 1980- dovrà espiare un residuo di 6 anni e 1 mese più un anno di libertà vigilata; dopo le formalità è stato tradotto a Poggioreale 3. Ciro Salvatore, 54 anni, di Portici, già noto alle forze dell’ordine. Resosi responsabile di estorsione aggravata dal metodo mafioso commessa a san Sebastiano al Vesuvio nel ‘94. Dovrà espiare un residuo pena di 6 anni più 1 anno di libertà vigilata). Dopo le formalità è stato tradotto a Secondigliano. Nel contesto si sono consegnati al carcere di Avellino: 4. Giuseppe Celli, 67 anni, di Portici, responsabile di associazione di tipo mafioso e di estorsione aggravata dal metodo mafioso commessi a Portici e in altri Comuni dal 1980. Dovrà scontare una pena residua di 7 anni di reclusione più 3 anni di libertà vigilata; 5. Giuseppe Ferrara, 62enne, di Portici, anche lui responsabile di associazione di tipo mafioso e di estorsione aggravata dal metodo mafioso commessi a Portici e in altri Comuni dal 1980. Sconterà un residuo pena 7 anni di reclusione più un anno 1 di libertà vigilata. 6. Antonio Oliviero, classe ‘67, di Ercolano ma domiciliato a Opera (Mi), anche lui responsabile di associazione di tipo mafioso e estorsione aggravata dal metodo mafioso commessi a Portici e in altri Comuni dal 1980 al 1995. Dovrà scontare una reclusione di 5 anni e 11 mesi più 1 anno di libertà vigilata. È stato arrestato dai carabinieri di Milano-Opera e dopo le formalità di rito è stato tradotto nell’omonimo carcere.