Presente il Prefetto Anna Paola Porzio, Commissario Straordinario di Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura.

Si è svolta questa mattina la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della prima edizione del premio Michele Cavaliere. I locali del Circolo della Legalità hanno ospitato le personalità che si sono contraddistinte nella lotta al racket e all’usura oltre che le scuole del comprensorio stabiese premiate dalla giuria. Una giornata all’insegna della legalità in un bene confiscato al clan D’Alessandro e riconsegnato alla città delle acque. Il premio, patrocinato dal Comune di Castellammare di Stabia, ha visto la partecipazione anche del sindaco Gaetano Cimmino, delle autorità militari locali e delle diverse associazioni del territorio.

Sono stati premiati questa mattina Giuseppe Antoci, Nello Trocchia, Maria Luisa Iavarone, Antonello Ardituro, don Ciro Cozzolino e il prefetto Franco Malvano per la sua lunga carriera. I riconoscimenti sono stati consegnati anche a due scuole di Gragnano: la Fucini-Roncalli e la Giancarlo Siani IC Gragnano3. Entrambe hanno realizzato un cortometraggio sulla vita di Michele Cavaliere (proiettati durante la cerimonia) e riceveranno un buono libro dal valore di 250 euro. E’ stata consegnata anche un attestato di partecipazione ad altre tre scuole non vincitrici che sono l’IC 2 Pansini di Castellammare di Stabia, Scuola media Bonito Cosenza e l’Istituto geometri e professionale Vitruvio. A concludere i lavori di giornata il Prefetto Anna Paola Porzio, Commissario Straordinario di Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura.

«E’ stato un onore per il Circolo della Legalità ospitare queste importanti personalità – spiega il presidente di SOS Impresa Luigi Cuomo -. Il premio Michele Cavaliere è stato promosso dall’associazione antiracket e antiusura Sos Impresa rete per La Legalità nell’ambito del progetto di adozione sociale finanziato dalla Regione Campania. Ringrazio il Comune di Castellammare per aver concesso il patrocinio morale oltre che le autorità militari per aver permesso il tutto».

«I cinque premiati, sei se aggiungiamo anche il Prefetto Franco Malvano, devono essere visti oggi come dei simboli. Abbiamo cercato di diffondere un messaggio di speranza e cambiamento. Bisogna combattere il silenzio che è senza dubbio l’arma più pericolosa delle associazioni criminali. Giuseppe Antoci, Nello Trocchia, Maria Luisa Iavarone, Antonello Ardituro, don Ciro Cozzolino non sono stati in silenzio, si sono schierati, hanno fatto una scelta: il loro coraggio deve essere un punto di riferimento per tutti noi» conclude Cuomo.