“Voglio ringraziare la Consulta regionale per la condizione della donna che sta facendo un grande lavoro di sensibilizzazione verso le istituzioni e verso il territorio. Oggi dobbiamo far passare un messaggio importante: bisogna iniziare a fare i controlli al seno a partire dai 20 anni per abituarsi alla prevenzione”. Lo ha detto il consigliere regionale campano di Italia Viva e oncologo, Tommaso Pellegrino, a margine del convegno “Strategie di screening e prevenzione del tumore al seno: un progetto per la regione Campania” che si è tenuto nel salone Nassiriya del Consiglio regionale della Campania. “Chi va a controllarsi a 20 anni – ha spiegato Pellegrino – quando arriverà a 45-50 anni, età in cui c’è un’incidenza maggiore di rischio di tumore della mammella, lo farà in modo naturale. Dobbiamo abbassare ulteriormente l’età per quanto riguarda gli screening che facciamo in Campania perché l’età dell’insorgenza del tumore della mammella, purtroppo, si è abbassata. Pochi mesi fa, grazie a una mozione che ho proposto in Consiglio regionale e approvata all’unanimità, abbiamo portato anche in Campania la possibilità di questi screening a partire dai 45 anni e non dai 50 anni com’era previsto prima. In Campania, poi, il 42% delle donne risparmia una chemioterapia grazie ad un esame genomico, l’oncotype, che facciamo gratuitamente, mentre prima si doveva pagare dai 6 agli 8mila euro. In Regione Campania stiamo facendo un lavoro a 360 gradi per contrastare anche quella mobilità passiva che non ha motivo di essere”. “La Campania – ha rimarcato la vicepresidente del Consiglio regionale, Loredana RAIA, che ha definito Pellegrino “un oncologo femminista, per la passione con cui si occupa della salute della donna” – con il nuovo range come fascia d’età dai 45 ai 74 anni ha costruito le condizioni perché si abbassasse l’età per lo screening e per una diagnosi precoce. Abbiamo capito che la diagnosi precoce, la prevenzione, sono di straordinaria importanza. Prendersi cura di sé è importante così come farlo in età precoce, dai 20 anni, con una buona visita senologica, anche ambulatorialmente, imparando a fare l’autopalpazione, e magari anche un primo approccio alla diagnostica strumentale non invasiva come l’ecografia. Vogliamo tendere a questa modalità ulteriore per migliorare le condizioni di salute delle donne perché – ha concluso RAIA – mettere al centro la salute della donna significa anche fare un upgrade culturale”.