Dopo l’ultimatum della Regione Campania, il comune di Torre del Greco accelera per l’operatività del gemellaggio in caso di eruzione del Vesuvio.

La giunta Palomba ha infatti dato l’ok allo schema di protocollo sulla base del decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile nazionale del 2 febbraio 2015. Come già noto, si prevede che la popolazione torrese venga ospitata in Lombardia in caso di fuga.

Il protocollo fissa in compiti che ricadono in capo al Comune e alla Regione ospitante, oltre che alla Regione Campania.

Proprio in commissione regionale Ambiente e Protezione Civile recentemente è stato messo sul tavolo un progetto per evitare l’esodo fuori Regione. L’idea – in fase di discussione – è quella di puntare su gemellaggi interni alla nostra regione e non in tutta Italia.

Nel frattempo, però, è comunque necessario proseguire con gli adempimenti richiesti dalla Regione Campania per  per l’operatività dei gemellaggi già fissati nel piano del Dipartimento Nazionale quattro anni fa.

Tra le azioni da mettere in campo c’è in primis la costituzione di un nucleo di riferimento tecnico-amministrativo della struttura comunale che possa dare continuità ai propri concittadini – a trasferimento avvenuto nella regione gemellata – al raccordo delle informazioni e delle attività riguardanti il comune di provenienza.

Resta intanto la situazione di criticità che vive ormai da mesi l’ufficio comunale di Protezione Civile di Torre del Greco, di fatto svuotato – a parte la presenza del dirigente – subito dopo l’addio dei commissari.

Più volte si è parlato della necessità di riorganizzare il settore e di rafforzare un ufficio strategico in un territorio come quello torrese. Ma ad oggi quell’ufficio resta ancora del tutto privo di personale.

 

Rischio Vesuvio, la giunta Palomba approva il protocollo per il gemellaggio in caso di fuga