A inizio gennaio la Regione Campania aveva bacchettato quasi tutti i comuni della zona rossa del Vesuvio. Tranne Ottaviano, infatti, nessuno degli enti aveva avviato le procedure per l’operatività dei gemellaggi con le altre regioni in caso di evacuazione legata al rischio vulcanico, fissando una sorta di ultimatum per il mese di febbraio.

Da qui l’accelerazione per i protocolli di intesa previsti dal decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile nazionale del 2015. In caso di fuga, è previsto che la popolazione di Torre del Greco venga ospitata in Lombardia anche se in una recente riunione della commissione regionale Ambiente e Protezione Civile si è discusso della possibilità di evitare “l’esodo” fuori Campania. L’orientamento sul tavolo in questi giorni è quello di puntare non su gemellaggi in tutta Italia ma interni alla nostra regione.

Tuttavia proseguono gli adempimenti richiesti dalla Regione Campania per l’operatività dei gemellaggi già fissati nel piano del Dipartimento Nazionale quattro anni fa.

Non a caso, nell’ultima riunione di giunta, l’esecutivo Palomba – su proposta dell’assessore alla Protezione Civile Luisa Refuto – ha dato quindi l’ok allo schema di protocollo che tra l’altro fissa i compiti che ricadono in capo al comune di Torre del Greco.

Si tratta di un primo step cui seguiranno poi altri passi concreti per definire operativamente il gemellaggio con la Regione Lombardia.

Tra le azioni da mettere in campo c’è in primis la costituzione di un  nucleo di riferimento tecnico-amministrativo della struttura comunale che possa dare continuità ai propri concittadini – a trasferimento avvenuto nella regione gemellata – al raccordo delle informazioni e delle attività riguardanti il comune di provenienza.

Ancora, onere del Comune è trasferire la pianificazione di emergenza di competenza alla Regione gemellata, coinvolgere i diversi settori dell’amministrazione comunale e aggiornare annualmente i dati anagrafici e della banca dati della popolazione.

Il protocollo – che ha durata di cinque anni – prevede che il Comune e la Regione gemellati definiscano standard per lo scambio dati, pianifichino momenti formativi per gli operatori di protezione civile e le organizzazioni di volontariato e predispongano uno specifico schema di distribuzione della popolazione torrese nel territorio di accoglienza.

Secondo l’ultimo aggiornamento del piano presentato dal governatore De Luca, l’evacuazione dei quasi 700mila abitanti dei 25 comuni della zona rossa del Vesuvio avverrà in 72 ore con l’impiego di 500 bus e 220 treni al giorno.

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