Ercolano – Cresce il rischio poverta’ in Campania. Non ha dubbi il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, comune dove la crisi economica morde da anni e ora rischia di diventare insostenibile: “Gli sos sono aumentati almeno del 30 per cento, e per un territorio come il nostro e’ un dato gravissimo. Solo tra ieri e oggi mi sono arrivate un centinaio di segnalazioni, tra cui quella di una donna che per fare la spesa ha venduto il suo anello”.

Il sindaco ha deciso di devolvere una parte della sua indennita’ per l’acquisto di pacchi spesa da consegnare alle famiglie censite dai servizi sociali. Anche l’Anci regionale avverte: aumentano ogni giorno le richieste di aiuto ai comuni, soprattutto da parte dei nuovi indigenti. Coloro che prima sbarcavano il lunario tra reddito di cittadinanza e lavoretti saltuari o in nero, e ora non riescono piu’ a pagare le bollette e il fitto di casa.

E Carlo Marino, sindaco di Caserta e presidente Anci Campania, teme l’ondata dei nuovi poveri: “Penso a titolari e dipendenti di attivita’ come barbieri e parrucchieri, rimasti privi di qualsiasi liquidita’. Spesso mi chiamano persone che confessano il loro bisogno quasi con vergogna, gente che fino a un mese fa non avrebbe mai immaginato di precipitare in condizioni di miseria”. Secondo le ultime stime Istat sul sommerso, in Campania il nero riguarda il 20 per cento della forza lavoro: 360mila unita’ su un milione e 800mila regolari. Un esercito di persone in difficoltà, molte delle quali percepiscono il reddito di cittadinanza ma, se con famiglia a carico, rischiano di non riuscire a fare la spesa. Per non parlare degli immigrati disoccupati, che da un giorno all’altro si sono visti tagliare qualsiasi possibilita’ di sbarcare il lunario: stamane molti di loro, assieme a decine di senzatetto napoletani, erano in fila fuori della basilica del Carmine maggiore che ha offerto nella propria mensa 700 pasti caldi. In attesa che i fondi stanziati dal Governo divengano aiuti concreti, si punta sulla solidarietà per arginare l’emergenza.

Al Comune di Napoli stanno arrivando centinaia di offerte di aiuto, e da domani la Mostra d’Oltremare diventerà punto di raccolta e smistamento di pacchi di prima necessita’ per le famiglie, dal cibo alle medicine. La giunta de Magistris vara anche un fondo comunale ad hoc, alimentato con risorse pubbliche e offerte private, con cui finanziare delle card-spesa per le famiglie più bisognose. Ma la tensione comunque cresce: stamane a Scampia il “comitato Vele” ha affisso uno striscione (“La miseria uccide piu’ dell’epidemia”) avvertendo che non bastano i pacchi alimentari ma “serve un reddito di quarantena universale, con un lavoro utile e dignitoso appena l’emergenza sara’ conclusa. Ce li prenderemo con la lotta, non un passo indietro”.