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liberaLibera, associazione antimafie, Presidio di Torre Annunziata “Raffaele Pastore e Luigi Staiano”, è allarmata per la rinnovata pressione camorristica.

Pochi giorni addietro si è verificata l’inquietante scoperta di droga ed esplosivo nella scuola “Cesaro-Vesevus”.

Nella notte appena trascorsa, a Minturno, ha preso fuoco l’auto della sorella di Pierpaolo Filippelli, recentemente nominato aggiunto alla nostra Procura della Repubblica.

Il primo episodio costituisce il temibile sintomo della ostinata persistenza dell’oppressione estorsiva. Infatti è probabile che l’obiettivo non fossero le aule, ma un coraggioso commerciante, impermeabile alle pressioni dei malviventi, da indurre a capitolare con una esplosione dinanzi alla saracinesca del suo negozio. Da sottolineare che il ritrovamento è avvenuto durante la settimana in ricordo delle vittime innocenti della camorra intitolata proprio “Il pizzo fa schifo”, con l’annuncio della costituzione dell’associazione “Antiracket Oplonti”.

La seconda vicenda colpisce un giudice integerrimo, da anni impegnato, all’interno della procura distrettuale antimafia di Napoli, nel contrasto alla criminalità organizzata oplontina e ora promosso vice del procuratore Alessandro Pennasilico. Non ci sono elementi per ritenere l’attentato di Minturno una intimidazione per la precedente attività del pubblico ministero o per il nuovo incarico. Quel che è certo è che sia prima che adesso Filippelli ha a che fare con Torre.

Dopo le numerose ed efficaci operazioni delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, la camorra del territorio è in ginocchio. Eppure la sua voce lugubre continua a ringhiare.

Libera è con gli studenti per il corteo del 4 dicembre, con Filippelli per fargli da scorta sociale contro ogni tentativo di condizionare il suo operato.