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Un’accorata lettera inviata ai principali riferimenti istituzionali: Presidente del Consiglio dei ministri, ministro del Lavoro e delle politiche sociali, procuratore generale presso la Corte di Cassazione, presidente della Regione Campania, procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli e procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata. Il sindaco Ciro Borriello si fa portavoce dei cittadini che rischiano di perdere la casa, centinaia di famiglie alle prese con ordini di abbattimento. Storie drammatiche come quella di una coppia di anziani coniugi che vivono insieme alla figlia, ragazza madre, la cui abitazione a viale dei Pini è oggetto di un ordine di abbattimento della Procura generale. Ma anche la voce di anziani invalidi con un figlio, invalido al 100 per cento, la cui abitazione in via Carbolillo dovrebbe essere abbattuta a giorni. L’auspicio è uno: “Una possibile risposta legislativa” al caso degli abbattimenti, che – secondo il primo cittadino – “potrebbe consistere nell’approvazione del Disegno di legge che porta il nome del suo primo firmatario, il senatore Ciro Falanga, che prevede una sorta di classificazione degli abbattimenti di opere costruite abusivamente, ponendo a ‘fondo scala’ la demolizione degli immobili destinati a prima casa e di quelli che ospitano attività economico-produttive. Questo Ddl, nonostante sia stato celermente licenziato dal Senato, giace da troppi mesi all’attenzione della Commissione Giustizia della Camera dei deputati”. Labbattimentia stringente necessità di evitare che si verifichino danni gravissimi alla sfera dei diritti primari collegati alla personalità umana paralizza questa amministrazione comunale, e in generale le amministrazioni locali, che si vengono a trovare nell’oggettiva impossibilità di portare in esecuzione gli ordini di demolizioni ancorché provenienti dall’autorità giudiziaria. Si è di fronte ad un disagio istituzionale alimentato da un conflitto di interessi che non può più essere ignorato o comunque sottovalutato dai diversi poteri dello Stato”.