Torre del Greco: Borriello, il grande bluff

 

Un inganno antico come il mondo, quello del greco Ulisse, ma che non fallisce mai.

Così, nonostante una lezione vecchia di oltre 2000 anni, c’è chi ancora – nel 2016 – crede alle favole, e, grazie al quale, il sindaco-stratega di via del Monte, riesce a mettere il cappello ancora una volta sulla sua maggioranza, dimostrando chi comanda veramente.

Superato, infatti, brillantemente, il consiglio comunale di ieri sul quale erano piovute ogni sorta di previsioni e teorie da parte dei più illustri, svariati politologi cittadini per i punti all’ordine del giorno: il bilancio e le mozioni di sfiducia.

C’era chi pensava ad un Natale per la quarta città della Campanìa, senza guida amministrativa; chi faceva pronostici sulla cabala degli assessori; chi attendeva conigli dal cilindro, e, invece, chi nelle file dell opposizione, da degno erede di quell’antico Tiresia, col sorriso di chi aveva già capito, gridava all’inganno.

E così la storia si ripete: a quel sorriso non si dà credito, ed ecco che gli ex alleati, diventano ex dissidenti, e tornano nella grande casa, certi di aver vinto, ma realizzando né più né meno che una triste vittoria di Pirro.

Il cavallo di legno, erano state le dimissioni – solo formali, e, per nulla irrevocabili – di 6 assessori della giunta Borriello, oggi tutti ritornati in sella e alle quali si era sottratto soltanto Ferdinando Guarino, oggi l’unico realmente escluso dal regno.

Nonostante, infatti, i moniti e le battute a più riprese di Ciro Piccirillo, durante il consiglio, l’unico tra i recenti dissidenti di maggioranza, rimasto fermo sulla linea di contrasto all’azione dell ex parlamentare, i giovani rampanti della politica cittadina, e persino l’ultimo dei Mohjcani Luigi Caldarola, hanno ceduto alle pressioni e son ritornati sotto l’egida di Borriello, credendo che con l’alba del giorno dopo, sarebbe iniziata una nuova stagione ed una nuova storia.

Così bocciata la sfiducia al sindaco, e, votato il bilancio, iniziano i festeggiamenti.

Ed è proprio allora che l’Ulisse-Borriello apre il ventre del cavallo, e, svela le carte.

Appena dopo i lavori dell’assise, riconfermati in sella all’Amministrazione gli assessori Mele, Quirino, Balzano, Spierto e asso nella manica Romina Stilo.

Foglio di via, invece, per Guarino e Di Donna, per le cui poltrone, concorrono le pretese di 6 consiglieri.

Immediate le reazioni tra lo sconcerto e l’incredulo di chi aveva gustato un natalizio sorriso, e neanche 24 ore dopo ritorna a versare lacrime di coccodrillo.