DSC_1215Era gremita la basilica di Santa Croce per l’ultimo saluto a Pietro Spineto, il 19enne morto sabato sera in vico Bufale a Torre del Greco, ucciso da un colpo di pistola partito accidentalmente. Un tragico gioco che si è trasformato in tragedia. Familiari, amici, ma anche tanta gente comune hanno partecipato questa mattina ai funerali nella basilica di Santa Croce. Assenti rappresentanti dell’amministrazione comunale.

La bara è entrata in chiesa portata a spalla dagli amici del quartiere con indosso la maglietta “Pietro vive”. 

Toccante e significativa l’omelia. DSC_1216

“Questo senso profondo di partecipazione al dolore, di coinvolgimento, questo è il cuore della nostra città, è il cuore di Torre del Greco – ha esordito don Giosuè Lombardo, parroco della Basilica di Santa Croce – speriamo che i mass media mettano in evidenza gli aspetti positivi di questa nostra città. Non vogliamo piangerci addosso, ma se ci sono lacrime di dolore, noi sappiamo che vanno come un fiume di dolore, come quello di Gesù Crocifisso come abbiamo ascoltato nel Vangelo, vanno ad ingrossare un fiume di lacrime che però deve far fiorire il deserto della vita. 

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La morte così drammatica di questo giovane può aggregare una comunità, la può mettere insieme e può far emergere soprattutto in voi giovani una volontà di bene, come tutto il nostro Sud. Noi soffriamo per la mancanza dello Stato qui da noi, soffriamo per la mancanza delle strutture aggregative per i giovani, per la mancanza del lavoro e per la disoccupazione che qui al Sud e soprattutto nella nostra città vede dei picchi così elevati”. 

Poi il ricordo della giovane vittima. “Pietro – ha proseguito il parroco – non lo conosco da oggi, è cresciuto con noi, quanti oratori estivi ha fatto con noi, ha partecipato al musical sul sagrato della chiesa”. Non è mancato l’invito alla riflessione per i giovani. “E allora cari ragazzi, come voi avete scritto sulle vostre magliette, Pietro vive. Non vive solo nei nostri ricordi, perchè gli vogliamo bene, vive perchè ha ricevuto il battesimo, vive perchè qui ha fatto la prima comunione, e vive perchè pur vivendo in un contesto difficile si è mantenuto buono, non ha preso strade cattive. Vive in eterno in Gesù.

Stiamo per celebrare la festa dell’Assunta che quest’anno vivremo in maniera sobria. Ricordo che Pietro accompagnava anche la Madonna con la congrega dell’Assunta, quindi un ragazzino che cercava di aggrapparsi per non affondare nella vita. 

Agli adulti, alle istituzioni, ai servizi sociali, alla scuola, a tutti quelli che hanno responsabilità educative – ha concluso don Giosuè – io dico non rubiamo la speranza dei giovani”.
Un volo di palloncini bianchi e lunghi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa. Antonella Losapio                                                                                                                

(Foto di Francesco Di Somma). Il video