Torre del Greco, inchiesta sugli appalti pilotati: “Serve una rivolta morale contro il malaffare”

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Corruzione, associazione a delinquere, turbativa d’asta. Sono alcuni dei reati contestati agli indagati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pilotati al comune di Torre del Greco. “Ci troviamo di fronte all’ennesimo colpo alla credibilità di un ceto politico ed amministrativo che ha fallito la sfida del Governo della città”, così gli esponenti di Articolo Uno in relazione all’inchiesta che vede indagati politici, imprenditori e colletti bianchi.

A Torre del Greco la politica si trova quindi a commentare l’ennesima inchieste giudiziarie che ha coinvolto il comune. L’accusa è di aver esercitato un “controllo” l’assegnazione di appalti pubblici in cambio di tangenti e favori per un valore che arrivava fino al 6% dell’importo dell’appalto. Uno scenario disvelato nel corso del week end appena trascorso e che getta ombre sulla gestione della cosa pubblica negli anni a cavallo tra il 2011 e il 2015 con l’esistenza di un vero e proprio gruppo in azione per pilotare gli appalti e favorire imprenditori “amici”. A dieci degli indagati viene contestato il reato di associazione a delinquere.

Anche l’attuale assessore Vincenzo Sannino – ex dirigente del comune – figura nell’elenco degli indagati con l’accusa di turbativa d’asta. 15 in tutto – dicevamo – le persone cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Tra loro anche l’ex vicesindaco Donato Capone e l’ex assessore Ferdinando Guarino. Secondo l’accusa avrebbero “anticipato” i contenuti degli atti del comune per favorire “il comitato di affari”. Anche Salvatore Antifono – ex consigliere – che per il pm sarebbe stato delegato alla gestione dei rapporti tra imprenditori, politici e dirigenti. Altra figura cardine dell’inchiesta Ciro Vaccaro  – titolare di una ditta di pulizie. Da Articolo Uno la richiesta di un passo indietro:

“Siamo garantisti, ma pensiamo dinanzi ad accuse così pesanti come corruzione ed associazione a delinquere, i protagonisti debbano fare un passo indietro. Lo faccia innanzitutto il sindaco, a partire dalla sua giunta e dai personaggi che animano la sua maggioranza. Serve una rivolta morale davanti a casi clamorosi ed insopportabili di malaffare”. 

Nelle lista degli indagati anche il funzionario Salvatore Loffredo, le cognate di Ciro Vaccaro – Carmela Lombardo e Maddalena Lombardo, Antonino De Dilectis, l’architetto Raimondo Savastano, l’ingegnere Giovanni Battista Cimmino, il funzionario Luigi Accardo, Alessandro Loffredo, Rosario Maisto, Gabriele Perillo.