Senza dubbio sarà una delle prime spine della futura amministrazione. Il caso rifiuti è stata definita dal prefetto Giacomo Barbato, nella sua relazione sui dieci mesi di gestione commissariale, come “la questione centrale”. Sin dall’insediamento la situazione è apparsa “critica” con “una città sporca, con sacchetti di rifiuti abbandonati anche sulle strade principali e isole ecologiche che non sono altro che punti di raccolta dislocati sul territorio cittadino”, come scrive il commissario straordinario. Nella disamina, il prefetto spiega come il piano industriale sia “inidoneo a raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata” mentre i “germi della crisi attuale si rinvengono nelle pieghe del capitolato d’appalto, a partire dal sistema di quelle che impropriamente sono state definite isole ecologiche: un sistema rivelatosi fallimentare”. Dalle contestazioni al Consorzio Gema al caso dei cassonetti posizionati abusivamente, è lunga la lista di riunioni e summit per cercare di “raddrizzare il tiro” e incrementare i livelli di raccolta differenziata crollata ai minimi storici. La nuova amministrazione non potrà che ripartire dai rifiuti, particolarmente sentito dalla cittadinanza. Nei programmi elettorali i due sfidanti al ballottaggio hanno affrontato il tema. Luigi Mele ha parlato di maxi isole ecologiche, sorveglianza, cassonetti a scomparsa per il centro, premi per chi differenzia, sistema per la tracciabilità dei rifiuti premettendo però che, fino al termine dell’attuale contratto in corso, l’amministrazione può solo far rispettare il capitolato sottoscritto. Anche per Giovanni Palomba è necessario dire basta alle “isole della munnezza” dando, come amministrazione comunale, quattro indirizzi precisi nella gestione del servizio Nu: pulizia, spazzamento, raccolta e premialità per i cittadini virtuosi. “Dobbiamo ritornare al porta a porta”, le parole del candidato a sindaco, “per evitare continui disagi alla cittadinanza”.