tribdi Marco Esposito

Torre del Greco. “Vende” il figlio di nemmeno un anno per meno di diecimila euro a una coppia facoltosa del Nord. Il suo complice sarebbe stato un mediatore conosciuto negli ambientitransgender di Napoli. A finire nei guai una giovane madre di Torre del Greco, M.A.S., ora residente a Terzigno, che avrebbe coperto la “cessione” con una dichiarazione falsa resa all’Ufficiale di Stato Civile del Comune corallino. Dichiarazione che ha dato il via all’inchiesta del pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Mariangela Magariello. Indagine chiusa il 27 maggio scorso con il rinvio a giudizio della donna, poco più che ventenne, e del “piazzista” complice partenopeo, S.F., di 56 anni. 
“Alterazione dello stato civile di neonato” è l’ipotesi formulata dagli inquirenti. Il processo partirà a fine novembre. Alla sbarra non è invece finito il ricco imprenditore, residente al Nord che dichiarandosi padre naturale del bimbo ha già patteggiato la condanna. Il neonato, partorito all’ospedale “S. Anna” di Boscotrecase nel 2013, e secondo gli investigatori“venduto” 7 mesi dopo, è stato affidato dal Tribunale per i Minorenni ad un’idonea casa famiglia di Torre del Greco. La sentenza dei giudici di Napoli ha sospeso la madre dall’esercizio di “ogni responsabilità sul minore”. Il piccolo, adesso, ha soli 3 anni.